Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

0038
0038
il monumento in Piazza Minghetti
il monumento in Piazza Minghetti

statua di Marco Minghetti in piedi con cappello in mano, su basamento

0038
0038
il monumento in Piazza Minghetti
il monumento in Piazza Minghetti
Piazza Minghetti
Piazza Minghetti – Bologna (BO)

Monteverde Giulio

1837/ 1917

monumento commemorativo

bronzo/ fusione,
granito di Baveno/ scultura
cm
840(a)
statua altezza cm 390, peso 22 q; basamento altezza cm 450
sec. XIX (1896 – 1896)

Marco Minghetti è colto in un curioso atteggiamento, con il soprabito sul braccio ed il cappello in mano. La statua in bronzo è collocata su un basamento in stile toscano realizzato in granito rosso di Baveno lucidato. Semplicissima l’iscrizione: «MARCO MINGHETTI MDCCCXCVI».

Su un’ampia area interessata, come tante altre, da abbattimenti di case fatiscenti negli anni tra il 1868 ed il 1877 l’architetto Giuseppe Mengoni realizzò il poderoso palazzo della Cassa di Risparmio di Bologna, a fianco del quale venne progettato e realizzato, dopo quasi vent’anni, un ampio giardino, destinato a dare respiro alla mole del palazzo. Sul lato nord della piazza poi, nel 1911, venne edificato il Palazzo delle Poste, progettato dall’ingegnere Emilio Saffi. Della sistemazione precedente sopravvisse solo l’immenso platano centenario che ancora oggi sta di fronte alle Poste.
L’inaugurazione ebbe luogo il 28 giugno 1896, alla presenza del re Umberto I e della consorte, regina Margherita.
Marco Minghetti venne commemorato il giorno precedente, 27 giugno, presso l’Accademia dei Ragionieri. Nella mattinata del 28, dopo l’arrivo dei Reali alla stazione di Bologna, venne celebrata una santa messa in San Petronio seguita, alle 11 del mattino, dallo scoprimento del monumento, accompagnato da un discorso del sindaco Alberto Dallolio. Nel pomeriggio seguì poi l’inaugurazione del complesso di San Michele in Bosco, ex-Villa Reale che aveva ospitato il primo sovrano d’Italia Vittorio Emanuele II nel 1860, trasformato in nuova sede dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. La coppia reale terminò la giornata bolognese con una visita ai giardini della Montagnola, per poi lasciare la città sempre in treno, alle 19.
Come di consueto, nella mattinata del giorno scelto per la solenne inaugurazione del monumento le rappresentanze delle associazioni cittadine si riunirono in piazza dell’8 agosto e nel piazzale tra via Galliera e lo scalo ferroviario, per poi sfilare, precedute da musiche e fanfare. Frano presenti tra le altre le società corali Mazzolani, Euridice, Verdi, Orfeonica, le bande Codivilla, Martinelli, Castelmaggiore, la banda della Società dei Superstiti dalle Patrie battaglie, la fanfara Virtus, quella dei Bersaglieri in congedo, la banda municipale e la Fanfara Reale.
In serata, la banda del 28° Reggimento fanteria allietò la cittadinanza sulla terrazza della Montagnola con un programma fedelmente riportato dalla stampa cittadina.
Il monumento era stato commissionato allo scultore piemontese Giulio Monteverde, che già un quindicennio prima aveva dato a Bologna l’ammirata statua dedicata a Vittorio Emanuele II, allora nella piazza Maggiore della città, e valente realizzatore di molte sculture dedicate ai ‘Padri della Patria’ in varie località del paese.
Lo statista bolognese (1818-1886), nato suddito pontificio e tra i fautori dell’unificazione italiana, era stato più volte ministro del nuovo Regno d’Italia, e in particolare Ministro degli Interni con Camillo di Cavour e con Bettino Ricasoli e Ministro delle Finanze con Luigi Carlo Farini, cui era succeduto nella carica di presidente del Consiglio (1863-1864). Nuovamente presidente del Consiglio tra il 1873 ed il 1876, era riuscito, unico nella storia d’Italia, a raggiungere il pareggio di bilancio nel 1876.
Lo scultore Monteverde lo ritrae in un curioso atteggiamento, con il soprabito sul braccio ed il cappello in mano, in una posa «disinvolta e quasi tribunizia», come commentava la stampa, o quasi chiedesse la carità, come invece argutamente ‘interpretarono’ i suoi concittadini, sempre pronti a scherzare e commentare anche gravemente le glorie locali.
Fu però un politico molto amato, come testimoniarono i grandi onori che la cittadinanza felsinea gli tributò il 16 dicembre 1886, con i solenni funerali celebrati in una grigia piazza Maggiore, dopo la morte avvenuta a Roma l’8 dicembre precedente. Le sue spoglie erano state trasportate a Bologna per ferrovia, e sulla piazza, ai piedi della scalinata di San Petronio, era stato allestito un grande palco, intorno al quale erano state schierate le truppe di stanza in città ed erano assiepati cittadini e popolani che avevano voluto tributare il loro omaggio all’uomo che aveva contribuito a traghettare la città dallo Stato Pontificio al nuovo Regno.
La statua venne fusa in bronzo nella fonderia Bruno e Piernovelli di Roma.

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 66, 67, 142, 143

Altre opere di Monteverde Giulio (3)
Altre opere simili del sec. XIX (23)
PatER