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Emidio Salati

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Palazzo Comunale
Corso Mazzini – Correggio (RE)

Vela Vincenzo

1820/ 1891

busto

marmo/ scultura
sec. XIX (1888 – 1888)

Scultura in marmo composta da un busto che ritrae Emidio Salati con lunga barba, folti capelli e diverse medaglie appuntate al petto, poggiante su una colonna ornata da foglie di quercia. Intorno alla colonna è legato un drappo nel quale è infilata una sciabola.

L’attuale Palazzo Comunale nacque dall’accorpamento e dalla trasformazione di San Giuseppe Patriarca e del Collegio dei Padri Scolopi deciso nel 1783, allorché il duca Ercole III d’Este donò gli immobili alla Comunità di Correggio. I lavori di riadattamento (1783-1786) furono affidati all’architetto Filippo Cattania. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento seguirono ulteriori interventi di modifica e miglioramento delle struttura, conclusi nel 2004 con la restituzione alla sede municipale dell’originaria dignità artistica e architettonica. In particolare nella sala delle Tende (caratterizzata da decorazioni geometriche del XIX secolo) è esposto il busto marmoreo del Sindaco capitano Emidio Salati.
Salati (1835-1888), figlio del veterinario del paese (e imparentato con Ciro Menotti), si laureò il giurisprudenza nel 1859 per poi arruolarsi volontario nella seconda guerra d’indipendenza. Distintosi nella campagna del 1859, ottenne una Croce di San Martino; e divenne sottotenente del 42° reggimento fanteria. Passato con Garibaldi, fece parte della Colonna Bixio, distinguendosi nei combattimenti di Reggio Calabria e ottenendo i gradi di capitano. Per «la grande causa dei Fratelli della Sicilia» combatterono con lui altri 32 volontari correggesi, tra i quali occorre ricordare almeno Fortunato Timolini (caduto sul campo), Vincenzo Magnanini (poi segretario comunale), Giuseppe Aimi (che diverrà ingegnere comunale). Reintegrato nell’esercito regio, fu impegnato nella lotta al brigantaggio nel meridione, per la quale ottenne una menzione onorevole. Tornò poi a combattere con Garibaldi a Mentana. Congedatosi nel 1873, tornò a Correggio, dove sposò Elena Camuncoli, che gli diede tre figli, chiamati significativamente Washington, Laura e Anita. Come assessore promosse la nascita della locale Cassa di Risparmio. Divenuto sindaco, si impegnò nel completamento della tratta ferroviaria Reggio-Carpi; fu poi anche attivo consigliere provinciale.
Nel 1880, fruendo di un generoso lascito di 10.000 lire del professor Luigi Asioli, l’amministrazione Salati decise di erigere un maestoso monumento al pittore correggese Antonio Allegri. L’opera venne affidata allo scultore ticinese Vincenzo Vela, che Salati aveva conosciuto sotto le armi. Il 17 ottobre 1880, in occasione dell’inaugurazione del monumento, collocato in piazza San Quirino, si svolsero a Correggio fastose cerimonie, culminate con la rappresentazione dell’Aida al Teatro Asioli. Negli anni successivi Vela eseguì anche un busto di Giuseppe Garibaldi, ora collocato nell’atrio d’ingresso del Palazzo comunale; e uno di Vittorio Emanuele II.
Nel maggio 1888, alla morte di Salati, Vela donò alla vedova un busto marmoreo con colonna, che fu collocato come monumento funebre al cimitero della Beata Vergine della Rosa. Dopo lo smantellamento del camposanto, il busto è stato donato dal nipote Oscar alla municipalità correggese, che ne ha deciso la collocazione attuale. La scultura è stata restaurata nel 2011 per iniziativa del Consiglio comunale di Correggio.

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
p. 63

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