
1818/ 1899
monumento commemorativo
Nella parte superiore del monumento, sopra una mensola marmorea, vi è il busto del Farini che indossa la fascia trasversale insegna del suo incarico. La parte centrale è composta dall’altorilievo che rappresenta lo stesso Farini nell’atto di consegnare gli esiti delle votazioni plebiscitarie nelle mani di Vittorio Emanuele II che indossa la divisa da Comandante in Capo dell’esercito; la scena inoltre è animata da altri sei noti personaggi del Risorgimento tra i quali, alle spalle del re, è riconoscibile Camillo Benso di Cavour. Al di sotto, nella specchiatura inferiore, vi è una lunga iscrizione incisa a lettere dorate che venne dettata dall’avvocato Carlo Scappucci di Firenze e che ricorda i meriti del Farini.
Quando il 9 novembre 1859 Luigi Carlo Farmi venne nominato da Vittorio Emanuele II Governatore delle provincie emiliane e romagnole, la notizia venne accolta a Ravenna e a Russi con grande soddisfazione. Il neo-governatore era nato a Russi nel 1812 e fin da giovanissimo entrò a far parte della Giovine Italia; laureatosi in medicina all’Università di Bologna ebbe una parte importante nella vita politica fin dai moti risorgimentali del 1831. Trasferitosi a Torino, dove fu eletto al parlamento per alcune legislature, si distinse per le sue lotte politiche fino a ricevere la delicata nomina del 1859.
Il suo incarico di Governatore si concluse dopo l’esito dei plebisciti che sancirono l’annessione delle provincie emiliano-romagnole al Regno sabaudo, e una volta rientrato a Torino, venne ricoperto di onori e incarichi politici di prestigio; nel 1863 mentre ricopriva l’incarico di Presidente del Consiglio un’improvvisa e grave malattia lo costrinse alle dimissioni.
Fu così che nel 1861 il Comune di Russi volle onorare il suo concittadino facendo scolpire a Enrico Pazzi un monumento che lo celebrasse. Nel gennaio 1861 il Pazzi inviò all’amministrazione una lettera con allegato anche il bozzetto del monumento; in questa lettera l’artista oltre a descrivere l’opera faceva presente che per il lavoro richiedeva trecentocinquanta Scudi Romani, sottolineando che era lusingato di poter fare questo lavoro e desideroso di «contribuire anche per parte mia ad una attestato di riconoscenza verso lo Illustre Italiano».
In una comunicazione successiva inviata dal Pazzi al Comune di Russi nel 10 aprile dello stesso anno indicava i materiali che sarebbero stati utilizzati: «marmo opportuno per il busto e al bassorilievo della prima qualità di Carrara», mentre per gli elementi decorativi avrebbe utilizzato sempre del marmo ma della «seconda qualità pure di Carrara». In questa lettera veniva anche indicato che si sarebbe impegnato a consegnare l’opera finita nel termine di diciotto mesi dalla liquidazione della prima rata di pagamento.
Approvato il suo bozzetto all’inizio del 1862, Pazzi si mise al lavoro per la sua realizzazione. Il Bozzetto conservato presso l’Archivio storico di Russi descrive il monumento con alcune differenze. Se la struttura architettonica è la medesima si può notare che in questa prima versione il Farini è abbigliato con una toga di epoca classica. Altra differenza si riscontra anche nel rilievo del corpo centrale dove Vittorio Emanuele II viene rappresentato con il mantello e la corona regale. Oltre alla presenza di altri cinque personaggi, il bozzetto è speculare alla versione definitiva.
È da ritenersi che l’opera finita sia il risultato di una seconda elaborazione del monumento, il quale venne allestito nel Palazzo Comunale alla presenza dello stesso autore e il 21 dicembre del 1862 venne inaugurato solennemente. In un articolo apparso nel giorno dell’inaugurazione sul periodico fiorentino la «Gazzetta del Popolo» il giornalista sottolineava il grande onore tributato allo statista russiano dalla sua città natale e annotava che: «il Farini è uno dei pochi che in vita si siano visti innalzar monumenti».
Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 53, 54