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busto di Giuseppe Garibaldi poggiante su alto piedistallo

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Piazzetta del Borgo di San Rocco
Piazzetta del Borgo di San Rocco – Savignano sul Rubicone (FC)

Ferrari Ettore

1845/ 1929

monumento commemorativo

bronzo/ fusione,
pietra arenaria di San Marino/ scultura
sec. XX (1907 – 1907)

Un semplice dado poggia su correttissime modanature, terminanti su un ampio gradino ornato solamente da simbolici rami di quercia e di alloro, sull’unione dei quali si adagia il berretto frigio; il capitello nelle sue eleganti volute contiene sulla fronte e a tergo la stella propizia alle sorti dell’Italia, mentre sui fianchi esse si intrecciano liberamente. Su questo stelo, tutto realizzato in pietra arenaria di San Marino, poggia il busto in bronzo di Garibaldi, ritratto nella sua età migliore, bello d’aspetto e forte. Sul fronte l’iscrizione reca soltanto: «NEL SETTEMBRE / DEL MCMVII / I SAVIGNANESI».

Nel giugno 1906, a un anno dalla ricorrenza del centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, la Società dei Reduci delle Patrie Battaglie, per voce del suo presidente, l’onorevole Gino Vendemini, manifesta il desiderio che anche la cittadina di Savignano di Romagna si appresti a commemorare degnamente tale anniversario, mediante l’innalzamento di un monumento dedicato al Capitano del Popolo. La proposta diviene esecutiva con il coinvolgimento del Comune, della locale Società Operaia, e l’insediamento di un Comitato cittadino che raduna al suo interno tutte le gradazioni liberali del paese, in modo che la generale rappresentanza abbia spiccatamente quel carattere popolare e democratico che si addice all’indole e alla virtù dell’uomo che si vuole onorare.
Per Savignano questo monumento è un simbolo atteso da tempo. La Società dei Reduci delle Patrie Battaglie aveva già tentato in precedenza di celebrare Garibaldi con un monumento. La somma raccolta con pubblica sottoscrizione in quell’occasione, ancora depositata presso la locale Banca Popolare, è il punto di partenza per finanziare le nuove onoranze. All’importo di lire 1.269,91 disponibile alla data del 5 ottobre 1906, si sommano i contributi devoluti dalla Provincia e dal Consiglio comunale, che concede inoltre il permesso per erigere il monumento, e si assume l’onere per la sistemazione della piazzetta del Borgo San Rocco.
Il 25 maggio 1906, presso la residenza municipale, il Comitato tiene la sua prima adunanza. I venti membri che lo compongono sono proporzionalmente indicati dai tre enti promotori delle onoranze, a cui si aggiunge il presidente, individuato nella persona dell’ingegnere Luigi Montanari di Savignano e una nomina speciale per l’onorevole Gino Vendemini. Il progetto per la commemorazione è affidato allo scultore Ettore Ferrari, che proprio in virtù dell’amicizia che lo lega al deputato savignanese, con estrema generosità, rinuncia al compenso per l’esecuzione. L’artista romano prevede di innalzare due monumenti in onore di Giuseppe Garibaldi: un simulacro in bronzo in Borgo San Rocco, nell’allora piazzetta dell’asilo infantile, e un ricordo simbolico in località San Giovanni in Compito, sulla via Emilia, a memoria del suo passaggio nella famosa discesa del 1849 da San Marino, diretto a Cesenatico.
Il monumento collocato in città non presenta particolari effetti scenici.
Il secondo monumento si eleva in aperta campagna su un terreno di proprietà comunale lungo la via Emilia, di fronte allo sbocco della strada di Montilgallo, per la quale discese Garibaldi la sera del 1 agosto 1849, braccato dall’esercito austriaco. Esso consiste in un masso quadrangolare scantonato da quattro fasci consolari, il quale riposa su di un alto basamento quadrato a due ripiani, che a loro volta poggiano su un ampio gradino; un’alta cimasa con ornamenti circolari intorno, e cuspide centrale, completa il monumento. L’imponente pietra arenaria di San Marino, alta quattro metri, richiama nella forma una pietra miliare che, a guisa di quelle dell’antica via Appia, deve ricordare ai posteri un grande avvenimento. L’iscrizione commemorativa, suggerita dal professore savignanese Pio Squadrani, dice semplicemente: «GARIBALDI / DOPO LA IMMORTALE DIFESA / INVANO PERSEGUITO A MORTE / LA SERA DEL 1° AGOSTO 1849 / PASSÒ DI QUI RECANDO SECO / I DESTINI D’ITALIA».
I lavori in pietra sono affidati ai fratelli Reffi, scalpellini di San Marino, mentre la fusione in bronzo del busto è diretta dallo stesso Ferrari e realizzata presso lo stabilimento Romolo Polzoni di Roma. L’inaugurazione è fissata per il 22 settembre 1907. In mattinata si tiene presso il teatro pubblico la commemorazione di Garibaldi con un discorso dell’onorevole Salvatore Barzilai, mentre nel pomeriggio lo scoprimento dei due monumenti è affidato alle parole dell’onorevole Roberto Mirabelli e alla presenza dello scultore Ettore Ferrari. La giornata si conclude con i fuochi artificiali e i concerti tenuti dalle bande musicali nel centro del paese illuminato a festa.

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 39, 40, 126

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