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particolare della statua
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il monumento in piazza Garibaldi
il monumento in piazza Garibaldi

Giuseppe Garibaldi in piedi appoggiato alla spada

particolare della statua
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il monumento in piazza Garibaldi
il monumento in piazza Garibaldi
Piazza Garibaldi
Piazza Garibaldi – Guastalla (RE)

Spazzi Carlo

1854/ 1936

monumento commemorativo

marmo/ scultura
sec. XIX (1888 – 1888)

Su un sobrio piedistallo si ammira la figura eretta dell’Eroe con il berretto in testa e le spalle coperte da un poncho che, aperto sul davanti, lascia intravvedere la camicia rossa. Con entrambe le mani poggiate alla spada, il piede destro sollevato sopra un sasso, lo sguardo pensoso fisso in avanti, sembra scrutare, a distanza, il terreno per l’imminente battaglia. Porta incisa la seguente dedica: «A GIUSEPPE GARIBALDI / I GUASTALLESI / 20 SETTEMBRE 1888».

Il 18 agosto 1859 Garibaldi, proveniente da Modena, dove si era recato per prendere il comando della XI divisione dell’esercito regio, già divisione Toscana, transitò da Reggio.
Il giorno dopo si recò a Guastalla, accolto dal Podestà, dalla Guardia Nazionale e dalla banda. Il generale prese alloggio all’Albergo della Croce Rossa (l’attuale civico 23 di via Garibaldi).
Verso sera, acclamato, si presentò al balcone e parlò brevemente delle speranze e dei futuri destini d’Italia. Moltissima era la gente accorsa a vederlo, giunta dalla campagna e dai paesi vicini: «Bastò l’arrivo in Guastalla del massimo degli eroi, Giuseppe Garibaldi, perché tutto il popolo della provincia si levasse riverente e movesse compatto a festeggiarlo e ad acclamarlo; bastò l’apparizione di quella bionda testa con la chioma di leone e il fulgore d’arcangelo perché una folla immensa avesse per improvviso miracolo la rivelazione di tutte le virtù della stirpe, e a quel Dio vivente della patria, con religiosa dedizione, offrisse il suo entusiasmo e la sua passione». Per l’occasione, la città rimase illuminata per tutta la sera. Il mattino seguente, Garibaldi passò in rassegna le truppe nel prato fuori Porta Madonna e poi visitò le adiacenze del Po con i suoi ufficiali. Poi lasciò la terra reggiana, diretto prima a Borgoforte, quindi a Mirandola.
La sua visita contribuì tra l’altro a sedare i contrasti tra mazziniani e monarchici diventati acuti nel periodo pieno di incognite che era seguito all’armistizio di Villafranca. Non pochi furono poi i guastallesi conquistati alla sua causa. Enrico Guastalla e Giulio Peri parteciparono alla spedizione in Sicilia del 1860; e alla campagna del 1866 Guastalla offrì più di sessanta volontari.
Garibaldi venne nominato presidente onorario della Società di mutuo soccorso tra gli operai artieri di Guastalla e, nel 1 878, della locale Società dei reduci delle patrie battaglie.
Il 2 giugno 1882, dopo una solenne commemorazione dell’Eroe, morto venti giorni prima, venne scoperta sulla facciata dell’albergo che lo aveva ospitato una lapide con la seguente iscrizione: «SIA MEMORIA AI FUTURI/CHE NEL GIORNO 19 AGOSTO 1859/ALBERGÒ IN QUESTA CASA/GIUSEPPE GARIBALDI».
Nel 1887 le locali associazioni reducistiche si fecero poi promotrici di una sottoscrizione pubblica per erigergli un vero e proprio monumento. Venne istituita una commissione, presieduta dal pittore guastallese Pietro Cornali, incaricata di esaminare i progetti inviati dagli scultori interessati a realizzare l’opera. Venne scelto Carlo Spazzi, giovane artista veronese, già attivo nella sua città natale (nel cui cimitero monumentale sono conservati busti di Vittorio Emanuele II, 1876, e di Vittorio Emanuele III, 1924) e a Vicenza (si ricordino almeno il monumento a Giacomo Zanella del 1883 e quello a Fedele Lampertico del 1924). Il 31 marzo del 1888 venne posta la prima pietra del monumento, collocato al centro della piazza in fondo alla via omonima, derivata dall’argine della Cerchia, già piazza del Pozzo e piazza della Posta Vecchia, sulla quale si affacciano il secentesco Palazzo Frattini e la chiesa della Beata Vergine della Concezione.
In mezzo al basamento, a circa un metro di profondità, venne collocato un tubo di cristallo contenente una pergamena commemorativa e una lira d’argento. Il monumento venne solennemente inaugurato domenica 23 settembre 1888.
Anche nella provincia reggiana sono in effetti moltissime le lapidi e i monumenti dedicati a Garibaldi. Oltre a quello guastallese, basti pensare alla cosiddetta ‘fontana di Garibaldi’, la ‘fonte di libertà’ inaugurata nei pressi di Albinea già nel 1862; alla lapide di Casa Manfredi a Felina, scoperta solo 23 giorni dopo la morte del generale; ai busti di Correggio, Rolo e Scandiano. È singolare però il fatto che un monumento a Garibaldi manchi nel capoluogo.
Qui in effetti la Giunta comunale si mobilitò già nel 1882, dedicando all’illustre generale appena scomparso il principale viale cittadino, già corso della Ghiara; e mettendo in cantiere un monumento, che sarebbe dovuto sorgere alla fine della strada, in opposizione all’obelisco di piazza Gioberti, dedicato proprio in quell’anno ai martiri del Risorgimento reggiano. Fu in effetti istituito un comitato, presieduto dal sindaco Francesco Gorisi, che avviò una sottoscrizione popolare. Essa fu però interrotta pochi mesi dopo a causa di una grave inondazione, e di nuovo nel 1883 per il colera e poi per il terremoto di Casamicciola. Nell’adunanza del 22 maggio 1885, constatando come in cassa ci fossero solo 1.732 lire, insufficienti per dare all’Eroe dei Due Mondi un degno riconoscimento, Naborre Campanini propose di destinare la somma all’erigendo istituto per ciechi, come era stato fatto a Piacenza per i malati cronici e a Mantova per i fanciulli abbandonati. La proposta fu approvata all’unanimità a patto che l’istituto assumesse il nome di Garibaldi ed esponesse una lapide dedicata all’Eroe, come poi prontamente avvenne.
La lapide, con epigrafe dello stesso Campanini, fu inaugurata l’11 giugno 1889 sulla facciata dello stabile di via Franchetti; fu poi spostata qualche anno dopo nel secondo atrio; ed è stata di recente restaurata. Lo stesso giorno una seconda lapide, con epigrafe di Pietro Casati, fu scoperta sulla facciata dell’Albergo Posta, dove il generale aveva soggiornato nel 1859; è oggi visibile poco più a destra, dove fu spostata nel 1931, dopo i lavori di restauro dell’edificio. Da notare come proprio l’istituto Garibaldi, su proposta della Società dei Reduci, abbia finanziato nel 2009 la realizzazione di una nuova lapide garibaldina, collocata sotto l’arco di Porta Santa Croce.

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 19, 20, 113

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