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afm_9792
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calco di campana

afm_9792
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Via Sacchi, 4 – Imola (BO)

ambito imolese

calco di campana

gesso
cm
130(a)
sec. XIX (1806 – 1894)

n. 1197

n. 20, dattiloscritto Galli

La campana presenta una corona semplice, con anello centrale molto rialzato e 4 archi laterali senza alcuna modanatura o nervatura. Sulla spalla corrono quattro nervature orizzontali e parallele e nella fascia centrale si trova l’iscrizione in lettere gotiche: “+ ANNO MCCCLXVIII MARTINUS THOMASINI ME FECIT”. La punteggiatura epigrafica è costituita da punti a rilievo, e tra l’inizio e la fine dell’epigrafe rimane uno spazio vuoto. Alcune lettere sembrano inserite dentro rettangolini, segno lasciato dai caratteri mobili usati sulla falsa campana per comporre l’iscrizione. Il corpo è privo di elementi decorativi e tre nervature parallele segnano l’inizio del bordo, con cambio di curvatura del profilo. 

La forma della campana è interessante per la sua cronologia, infatti presenta una forma  allungata e stretta alla spalla, come è caratteristico delle campane del XIV secolo, almeno fino alla metà del secolo (si vedano anche le simili campane trecentesche conservate al Museo Diocesano di Imola, cfr. M.Violi 2007 pp. 16-25).
L’originale bronzeo trecentesco è perduto. La campana proveniva originariamente dalla chiesa di San Lorenzo, soppressa e chiusa definitivamente nel 1805, e, come documentato dall’epigrafe, era datata al 1368 e riportava il nome di Martino Tomasini. L’antica campana fu acquistata dalla chiesa di Santa Maria in Regola nel 1806, ove rimase integra fino al 22 giugno 1894, quando si ruppe accidentalmente. E’riferito da vari autori locali di una rifusione della vecchia campana, che si deve ipotizzare motivata dalla rottura e quindi inutilizzabilità della stessa. Il calco in gesso quindi deve essere stato eseguito prima della fusione, per conservare la memoria storica della campana di una delle chiese più vecchie di Imola. Il calco in gesso, vagliando le informazioni tramandate, fu eseguito tra il 1806 ed il 1894. Nel 1928, come è documentato da un atto di donazione, gli eredi di don Silvio Lugaresi, abate di Santa Maria in Regola, donarono alla Biblioteca Civica la campana in gesso, assieme ad una lapide di epoca romana, perché fossero esposte nel museo, con apposita dichiarazione di provenienza.

Bibliografia Piani G.
Il Museo comunale d’Imola
Villa Verucchio
La Pieve
1938
p. 16 

Bibliografia Buscaroli R.
Imola città dintorni
1939
p. 114

Bibliografia Mancini F./ Meluzzi A.
Imola. Guida storico artistica
Milano/ Roma
Moneta
1962
p. 52

Bibliografia Mancini F.
Il Palazzo dei Musei
Bologna
Grafiche Galeati
1966
p. 2

Bibliografia Violi M. (a cura di)
Il Museo e la Pinacoteca Diocesani di Imola. Repertorio delle campane del XIII al XIX secolo
Imola
Diocesi di Imola
2007

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