
La lunga didascalia incornicia su tre lati la carta dell’America di Blaeu: la parte in francese inizia in alto a sinistra e continua poi orizzontalmente nella zona inferiore sino alla metà della lunghezza complessiva della carta; l'iscrizione latina inizia da quest’ultimo punto e termina con la colonna a destra. A sua volta essa è delimitata da una semplice cornice, composta da due elementi vegetali stilizzati e ripetuti alternativamente senza un ordine preciso, e da un bordo di colore rosso, dato a mano. La didascalia è formata complessivamente da dieci fogli di carta sovrapposti (tre per i lati e quattro per la base) ed è incollata alla cornice con rappresentazione delle maggiori città e dei popoli americani. Particolare risalto è dato al titolo in francese, scritto in neretto e con grandi caratteri capitali, e all’incipit del testo sottolineato da una lettera iniziale ornata da motivi floreali, il titolo in latino è sempre scritto in neretto, ma con caratteri più piccoli, così come la lettera iniziale del testo, che è inoltre semplicemente contenuta in una decorazione lineare, di tipo geometrico, ed è in maggior parte cancellata da un lacuna. I caratteri tipografici utilizzati nei testi sono invece identici. Solo i nomi delle regioni, città, prodotti e mari sono scritti in corsivo. Il contenuto della didascalia è uguale in entrambe le lingue ed espone le conoscenze fino ad allora acquisite sul continente americano, suddiviso in area settentrionale e meridionale. La zona settentrionale comprende la Novelle Espagne (California, Messico), Florida, Virginia, Terra Nova, Cuba, Espagnolia (Haiti), Iamaico (Giamaica), Rico (Puerto Rico). La zona meridionale è composta da Brasile, Cile, Perù, Honduras e da altre regioni che non sono identificabili a causa delle numerose lacune del testo, in entrambe le lingue. Per ogni singola parte vengono date informazioni sui confini, territorio, flora e fauna, clima, economia, città più importanti, e costumi dei popoli indigeni, religione professata. Naturalmente un’attenzione particolare è riservata per la presenza europea e per la suddivisione delle colonie. La didascalia si conclude con la segnalazione dell’indirizzo dell’editore, mentre la data è probabilmente stata cancellata da una lacuna presente alla fine della frase.
La didascalia ha la funzione di un vero e proprio supporto informativo in grado di arricchire ed ampliare le notizie contenute nella carta e nella cornice con raffigurazioni di città e di popoli americani. Spesso non si ha però corrispondenza fra i luoghi citati nel testo e quelli individuati dalla rappresentazione geografica, sia per quanto riguarda le regioni, sia per le città, i monti e i fiumi. Non si ha riscontro completo nemmeno con i soggetti della cornice. Ciò fa supporre che il testo sia stato elaborato separatamente, dallo stampatore francese Jaillot, sia dalla carta geografica, sia dalla cornice.
Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la Carta dell'America di Willem Janszoon Blaeu, stampata a Parigi da Alexis-Hubert Jaillot e composta da venti tavole unite e incollate su tela (è presente una colorazione marrone, compiuta a mano, per la delimitazione dei confini).
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711). Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università. Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
La carta murale in esame fa parte di una serie di quattro (Asia-Africa-Europa-
America, interamente conservate al Museo di Palazzo Poggi), edita in francese da Jaillot, il quale probabilmente possedeva alcuni rami dei Blaeu (era consuetudine acquistare le matrici dei grandi incisori, per ristamparle aggiungendo eventuali varianti e relative indicazioni di responsabilità).
L’ampia didascalia che corre su tre lati della carta, dovrebbe essere opera successiva dello stesso Jaillot, poiché esula dal modello cartografico generalemente usato da Blaeu per le carte murali o per le immagini dei suoi atlanti.
La datazione della carta è ricavata dal confronto con le altre tre stampe edite dal francese: compresa fra il 1678, anno di edizione dell'Europa e dell'Africa, ed il 1685, quando Jaillot pubblicò l'incisione dell'Asia.
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