
Carta nautica del Mare del Nord meridionale, composta da due tavole incollate su tela.
La proiezione geografica della carta è la cosiddetta cilindrica di Mercatore, isogona e conforme, di grande utilità per le carte di rotta marittime per la sua preziosa proprietà di rappresentazione in retta lossodromica, cioè la linea superficiale che taglia i meridiani sotto angolo costante (angolo di rotta), fornendo graficamente il vero valore di tale angolo. Evidente è la selezione dei simboli nautici scelti ad indicare gli aspetti più importanti della carta: il mare è lasciato sgombro da elementi simbolici non strettamente funzionali all’uso della carta, ad eccezione di un vascello: si notano, infatti, numerosissime frecce accompagnate da numeri romani, discendenti da Ovest e ascendenti verso Est, indicanti i venti e le correnti presenti in quell’area durante l’anno. Un’altra convenzione è quella dell’uso di linee che corrono intorno alle coste, a segnalare il profilo dei fondali bassi. Si trovano diffuse in prossimità dei litorali le quote barimetriche.
Principali componenti: quattro scale entro cornice; rose dei venti; cartiglio contenente la formula del Privilegio.
Le scale sono presentate in leghe spagnole e francesi e in miglia olandesi e svedesi, e distaccate dal margine della cornice che le comprende. La prima “Duytsche Mylen 15 in een Graadt”, dove un miglio sta a mm. 17 e 12 miglia a mm. 208; la seconda “Lieuas de France 20 par Degrez-English Leagues 20 for Degree”, dove una lega equivale a mm. 12 e sedici leghe a mm. 208; la terza “Leagues de Espana 17 1/2 Son un Grado” dove una lega equivale a mm. 15 e quattordici leghe a mm. 208; la quarta “Svetsche Myler 112/17 in een Grad”, dove un miglio equivale a mm. 23 e nove miglia a mm. 208 ca. Tre delle undici rose dei venti sono ben disegnate e complete dell’indicatore del Nord rappresentato dal simbolo del giglio e dell’indicatore dell’Est simboleggiato dalla croce di S. Andrea; sono contenute all’interno di un cerchio, comprese le punte lunghe il cui numero ammonta a 16. Altre due rose dei venti sono rappresentate a metà da semicerchi. Il cartiglio che sormonta le scale è impreziosito da una semplice ghirlanda di spighe e da due foghe d’edera poste a racchiuderlo: esso reca la tradizionale iscrizione incisa in olandese indicante la natura della carta, il luogo di edizione, il nome di Joannes van Keulen, fondatore della casa editrice e la formula del privilegio di publicazione di Gerard van Keulen.
Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni si conserva anche la carta nautica del Mare del Nord meridionale, edita da Gerard van Keulen ad Amsterdam, tra il 1720 circa ed il 1726, anno della sua scomparsa.
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
La carta nautica pervenne all’Istituto delle Scienze nel 1724, in concomitanza con la fondazione della Camera di Geografia e Nautica, tra i donativi dello Sbaraglia. Presente negli inventari del 1744 e del 1776, è registrata, assieme ad altre otto carte, nell'inventario del 1843 relativo al Gabinetto Astronomico (è una delle “diverse carte marittime e delle navigazioni dei diversi mari, opera di Gerard Keulen”).
La carta fa parte della Nieuwe Groote Lightende Zee-Fakkel ("Grande nuovo Atlante del Mare"), un atlante nautico in cinque volumi pubblicato per la prima volta nel 1681 ad Amsterdam da Johannes van Keulen (1654/ 1715). Successivamente fu più volte revisionato e ripubblicato nei primi decenni del ‘700 dal figlio Gerard il quale, oltre che editore (subentrò al padre nel 1695), fu un valente matematico e cartografo della Compagnia delle Indie Orientali dal 1714. Per redigere i primi cinque volumi dello Zee-Fakkel, Johannes van Keulen si avvalse dell’aiuto di Claas Jansz Vooght, geometra, agrimensore, matematico, esperto di navigazione, oltre che coautore delle carte e del testo.
Il grande formato della carta (600×1000 mm), largamente eccedente rispetto alle misure di un normale atlante nautico (444×650), fa supporre che possa essere parte della produzione più tarda di Gerard van Keulen, comprendente circa 40 tavole di grandi dimensioni ricavate dallo Zee-Fakkel, ma pubblicate separatamente a partire dal 1720.
La creazione della carta nautica è collocabile tra l'inizio della produzione di tali ampi formati e la morte dello stampatore olandese, avvenuta nel 1726.
Entro il piccolo cartiglio collocato nella parte superiore sinistra della carta, sono riportate le diverse indicazioni di responsabilità: il nome di Johannes (padre) è preceduto dalla preposizione "da" (by), da interpretare come ripresa del modello di rappresentazione geografica impostata dal capostipite dell'impresa famigliare. A chiusura dell'iscrizione appare, invece, il nome del figlio: "preparato da" Gerard, evidentemente colui che stampò e pubblicò le edizioni cartografiche di grande formato, derivandole dagli esempi paterni.
Bibliografia
Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 97-99
Bibliografia
Koeman C.
Atlantes Neerlandici
Amsterdam
1967-1971
Bibliografia
Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979
pp. 277-284
Bibliografia
Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988
Bibliografia
Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007