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MPPCG007
MPPCG007

cartiglio con dettaglio geografico della calotta polare artica

MPPCG007
MPPCG007
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
Blaeu Willelm Janszoon (disegnatore/ incisore)
1571/ 1638
stampa colorata a mano
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
carta/ pittura
tela/ colla
Misure: mm.
110(a) 200(la)
sec. XVII
(1685)
(1685)
n. 299/4

Cartiglio rettangolare collocato in alto a destra nella carta dell’Asia di Willelm Janszoon Blaeu. Racchiude la rappresentazione geografica delle aree boreali d’Europa e d’Asia. L’angolo superiore sinistro del cartiglio è occupato dal disegno dell’Islanda (Islande) e della costa orientale della Groenlandia (Groenlandie), collocate nell’altezza dell’ottantesimo parallelo Nord, sperduta nel Mare di Barents, l’isola degli Orsi. (I. de Ours). Al di sotto, segnalate da una linea tratteggiata continua che inizia nella parte occidentale della carta e termina nella centrale, si estendono le coste dell’Europa settentrionale antistanti il Mare di Batents (Ocean Septentrional) ed il Mare Glaciale Artico (Mer Glaciale), si succedono in rapida successione i contorni di parte della Norvegia (Norvege), Svezia (Svede), Finlandia (Finlandie), Russia (Russie), Lapponia (Lappie), e l’insenatura del Mar Bianco (Mer Blanche), fino a una brusca interruzione dell’altezza della punta ghiacciata (La pointe glacee) Novaya Zenlja, che introduce i territori asiatici: la Tartaria, che si affaccia sulla grande insenatura dell’Oceano (Ocean de Tartarie) omonimo ed il Catai (Cathay), – col Capo Tabin (Cap de Tabin), di pliniana e successivamente tolemaica memoria – che occupa la vasta parte di rappresentazione a ridosso del margine destro: questa mitica regione racchiude, inoltre, una succinta nota esplicativa in francese, che offre un breve ragguaglio sulle motivazioni che spinsero, a partire dalla fine del 1500, gli esploratori olandesi nelle zone artiche; per di più dichiara di fornire la possibilità allo spettatore curioso di vedere accuratamente rappresentate le aree adiacenti al Polo. All’altezza dell’ottantesimo parallelo N., nell’area che separa il Catai dalla parte d’America (Part d’Amerique) relegata nel margine superiore destro, troviamo lo stretto di Anian (le Destroit d’Anian). Infine al centro di congiunzione di meridiani e paralleli tracciati di 10° in 10°, all’altezza dell’80° grado parallelo N. riconosciamo il Polo (Septentrion). I meridiani di 180° e 360° che si congiungono al Polo formano una linea graduata: anche il bordo che racchiude la rappresentazione geografica è graduato con trattini corrispondenti a 2° di latitudine e longitudine. La carta è incorniciata da un cartiglio rettangolare riccamente decorato: due cariatidi presentate di profilo, l’una d’aspetto femminile, l’altra maschile ornano, rispettivamente, il lato sinistro e destro del cartiglio. Lungo il bordo superiore ed inferiore come una ornamentazione che associa ghirlande con forme vegetali (fiori e frutta) a configurazioni a voluta, talvolta identificabili con conchiglie. Al centro della decorazione, abitano due maschere enigmatiche. La prima dotata di orecchie spiraliformi di esagerata ampiezza, sovrasta dall’alto: l’altra, al centro del bordo inferiore, è una maschera grottesca di sembianze umane che pare tramutare in fitomorfica.
Proiezione stereografica polare.

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi
comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della
cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni
si conserva anche la Carta dell'Asia di Willem Janszoon Blaeu, stampata a Parigi
nel 1685 da Alexis-Hubert Jaillot e composta da venti tavole unite e incollate su
tela (è presente una colorazione marrone, compiuta a mano, per la delimitazione
dei confini).
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della
Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una
donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale
confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli
e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della
fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti
all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso
architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne
spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla
sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede
originaria, a Palazzo Poggi.
Gli olandesi furono i primi, nel corso del XVII secolo, ad intraprendere la
consuetudine di appendere carte di grandi dimensioni alle pareti, costume che in
seguito trovò diffusione nell'intera Europa. Stampate in più fogli e colorate a mano,
le carte venivano montate su tela, dotate dei supporti per il sostegno a muro ed
esposte nelle case. Lo testimoniano le minute e i libri contabili dei maggiori atelier
cartografici, oltre ai numerosi dipinti di scuola fiamminga.
L’autore della carta, Willem Janszoon Blaeu, fu il capostipite di una delle più
popolari famiglie di cartografi e stampatori olandesi del XVII secolo. Fu
appassionato di studi matematici ed astronomici e soggiornò per circa due anni
presso il famoso astronomo danese Tycho Brahe, nel suo osservatorio di
Uranienburg. Qui approfondì i fondamenti della cosmografia, della geografia,
nonchè la costruzione di strumenti astronomici e matematici. Tale esperienza
segnò una tappa importante nella carriera del Blaeu che in seguito, tornato ad
Amsterdam nel 1597, si segnalò dapprima come costruttore di globi, poi, come
autore ed editore di carte geografiche e atlanti. L’azienda fu tenuta in grande
considerazione dai contemporanei, tanto che nel 1633, pochi anni prima della sua
morte, Blaeu fu nominato cartografo della Repubblica, incarico successivamente
passato a suo figlio e a suo nipote. Inoltre, nel 1666, gli Stati Generali olandesi
deliberarono che le compagnie commerciali impegnate nei traffici con le Indie
Orientali, potessero usare solo le carte nautiche redatte dai Blaeu, i quali, pochi
anni dopo, ebbero l’incarico di supervisionare i giornali di bordo di tutte le navi.
L’azienda, nonostante il grande incendio che distrusse la fabbrica nel 1672,
continuò la propria attività fino al 1692. Bleau fu famoso non solo per l’attendibilità
scientifica delle sue carte, ma anche per la raffinatezza delle decorazioni,
servendosi degli incisori più abili del momento.
La carta murale in esame fa parte di una serie di quattro (Asia-Africa-Europa-
America, unitariamente conservate al Museo di Palazzo Poggi), edita in francese da Jaillot, il quale probabilmente possedeva alcuni rami dei Blaeu; era consuetudine, infatti, acquistare le matrici dei grandi incisori, per ristamparle aggiungendo eventuali varianti e relative indicazioni di responsabilità: il rame da cui venne tratta l'incisione in esame fu certamente rimaneggiato rispetto all'edizione originaria.
L'indicazione autoriale di Willem Blaeu è accompagnata, sulla carta, dalla data 1679, riferibile alla prima pubblicazione dell'opera. Già morto dal 1638, il suo nome era rimasto legato alla produzione più tarda dell’azienda, naturalmente per motivi di prestigio.
L’ampia didascalia che corre su tre lati della carta, redatta in latino e in francese, dovrebbe essere opera successiva dello stesso Jaillot, poiché esula dal modello cartografico generalemente usato dai Blaeu per le carte murali o per le immagini degli atlanti. La data 1685 posta in fondo alla didascalia permette la datazione precisa dell’edizione.

Per ulteriori approfondimenti,sull'oggetto e sulla figura dell'incisore, si rimanda al campo Note e Osservazioni Critiche, in coda alla scheda.

Bibliografia Blaeu W. J.
Le theatre du monde ou nouvel atlas contenant les chartes et descriptions de tous le pais de la terre mis en lumiere par Guillaume et Iean Blaeu
Amsterdam
1640
pp. 40-44

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 206-207

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Alpers S.
Arte del descrivere: scienza e pittura nel Seicento olandese
Torino
Boringhieri
1984

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

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