
Il cartiglio è posto in alto a sinistra nella carta dell’Asia di Blaeu. Le iscrizioni in esso accolte, riguardano il titolo e una legenda. Quest’ultima informa che la carta è stata realizzata con l’apporto dei “Memoires” dei migliori geografi dell’epoca. Il cartiglio, caratterizzato da un’esuberanza decorativa, riecheggia per quanto concerne la forma, uno scudo araldico, ed evoca, per i motivi ornamentali di cui è costituito, decorazioni traforate a intaglio. La distribuzione degli elementi decorativi (antropomorfi, zoomorfi, fitomorfi) sul margine obbedisce a criteri simmetrici. Unica deviazione, alla simmetria bilaterale, un carattere tipografico (situato in prossimità della parola Asia) costituito da un rombo suddiviso verticalmente in due parti di cui una colorata e l’altra puntinata. La semplicità geometrica di quest’elemento risulta essere in netto contrasto con le qualità formali delle altre componenti decorative. Da ambedue i lati, incorporati in elementi d’incorniciatura, due figure, con abiti in foggia orientale, il cui sostegno è fornito da due rotoli di pergamena simulati, si appoggiano a due spigoli quadrangolari. In alto, al centro del cartiglio, una “voluta abitata” la cui bocca si apre a cartiglio, ai lati della stessa, partono i festoni che si intrecciano ai motivi decorativi del cartiglio incorniciandolo. In basso, al centro, una maschera mostruosa e due volatili, con le ali spiegate, che librandosi in volo sorreggono con il becco i festoni costituiti da motivi vegetali che racchiudono il cartiglio.
Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi
comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della
cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni
si conserva anche la Carta dell'Asia di Willem Janszoon Blaeu, stampata a Parigi
nel 1685 da Alexis-Hubert Jaillot e composta da venti tavole unite e incollate su
tela (è presente una colorazione marrone, compiuta a mano, per la delimitazione
dei confini).
L'allestimento odierno ripropone la collezione della Camera della Geografia e della
Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una
donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale
confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli
e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto all'atto della
fondazione nel 1711).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti
all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso
architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne
spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla
sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, le carte sono ritornate alla loro sede
originaria, a Palazzo Poggi.
Gli olandesi furono i primi, nel corso del XVII secolo, ad intraprendere la
consuetudine di appendere carte di grandi dimensioni alle pareti, costume che in
seguito trovò diffusione nell'intera Europa. Stampate in più fogli e colorate a mano,
le carte venivano montate su tela, dotate dei supporti per il sostegno a muro ed
esposte nelle case. Lo testimoniano le minute e i libri contabili dei maggiori atelier
cartografici, oltre ai numerosi dipinti di scuola fiamminga.
L’autore della carta, Willem Janszoon Blaeu, fu il capostipite di una delle più
popolari famiglie di cartografi e stampatori olandesi del XVII secolo. Fu
appassionato di studi matematici ed astronomici e soggiornò per circa due anni
presso il famoso astronomo danese Tycho Brahe, nel suo osservatorio di
Uranienburg. Qui approfondì i fondamenti della cosmografia, della geografia,
nonchè la costruzione di strumenti astronomici e matematici. Tale esperienza
segnò una tappa importante nella carriera del Blaeu che in seguito, tornato ad
Amsterdam nel 1597, si segnalò dapprima come costruttore di globi, poi, come
autore ed editore di carte geografiche e atlanti. L’azienda fu tenuta in grande
considerazione dai contemporanei, tanto che nel 1633, pochi anni prima della sua
morte, Blaeu fu nominato cartografo della Repubblica, incarico successivamente
passato a suo figlio e a suo nipote. Inoltre, nel 1666, gli Stati Generali olandesi
deliberarono che le compagnie commerciali impegnate nei traffici con le Indie
Orientali, potessero usare solo le carte nautiche redatte dai Blaeu, i quali, pochi
anni dopo, ebbero l’incarico di supervisionare i giornali di bordo di tutte le navi.
L’azienda, nonostante il grande incendio che distrusse la fabbrica nel 1672,
continuò la propria attività fino al 1692. Bleau fu famoso non solo per l’attendibilità
scientifica delle sue carte, ma anche per la raffinatezza delle decorazioni,
servendosi degli incisori più abili del momento.
La carta murale in esame fa parte di una serie di quattro (Asia-Africa-Europa-
America, unitariamente conservate al Museo di Palazzo Poggi), edita in francese da Jaillot, il quale probabilmente possedeva alcuni rami dei Blaeu; era consuetudine, infatti, acquistare le matrici dei grandi incisori, per ristamparle aggiungendo eventuali varianti e relative indicazioni di responsabilità: il rame da cui venne tratta l'incisione in esame fu certamente rimaneggiato rispetto all'edizione originaria.
L'indicazione autoriale di Willem Blaeu è accompagnata, sulla carta, dalla data 1679, riferibile alla prima pubblicazione dell'opera. Già morto dal 1638, il suo nome era rimasto legato alla produzione più tarda dell’azienda, naturalmente per motivi di prestigio.
L’ampia didascalia che corre su tre lati della carta, redatta in latino e in francese, dovrebbe essere opera successiva dello stesso Jaillot, poiché esula dal modello cartografico generalemente usato dai Blaeu per le carte murali o per le immagini degli atlanti. La data 1685 posta in fondo alla didascalia permette la datazione precisa dell’edizione.
Bibliografia
Blaeu W. J.
Le theatre du monde ou nouvel atlas contenant les chartes et descriptions de tous le pais de la terre mis en lumiere par Guillaume et Iean Blaeu
Amsterdam
1640
pp. 40-44
Bibliografia
Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959
pp. 206-207
Bibliografia
Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979
Bibliografia
Alpers S.
Arte del descrivere: scienza e pittura nel Seicento olandese
Torino
Boringhieri
1984
Bibliografia
Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988
Bibliografia
Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007