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lampada di sicurezza a benzina

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Via Montecchio, 20 (c/o cantiere Certino) – Novafeltria (RN)

lampada di sicurezza a benzina

strumenti e accessori

Protector Lamp & Lighting Eccels

vetro stampaggio

ferro fusione/ stampo/ saldatura/ rivettatura

ottone fusione/ stampo/ saldatura/ rivettatura

cm
24 (a) 8,5 (d)
1970

n. 00000069

Si tratta di una lampada Garforth a benzina (Type GR6S), corrazzata, equipaggiata da due reti, accenditore a pietrina orizzontale, chiusura magnetica di sicurezza a piolo verticale con molla.

Funzione: usato per illuminare

Oltre che per illuminare, la lampada di sicurezza Garforth poteva essere usata come misuratore della presenza di gas. L'aria da analizzare è prelevata tramite una pompetta, e quindi inserita nella camera di combustione. Dall'osservazione della fiamma si deduce l'eventuale livello di gas.

Il problema della presenza di gas all'interno delle miniere accompagna tutta la storia dello sfruttamento minerario. I gas che si possono incontrare sono di vario genere, sicuramente il più pericoloso è il metano, che diventa esplosivo mescolato con l'aria: il tristemente famoso grisou. Oltre agli studi di Davy, Stevenson, Museler, Marsaute e altri per costruire lampade di sicurezza che non infiammassero il gas, era forte l'esigenza di costruire strumenti per individuare preventivamente la presenza del metano. Molti ingegneri minerari studiarono il problema utilizzando l'osservazione dell'aspetto della fiamma di una lampada di sicurezza in presenza di aria con metano, paragonandola ad una scala di valori percentuali. L'ingegnere minerario W.E. Garforth trasforma nel 1884 la lampada Museler corrazzata in apparecchio per la rivelazione del grisou. Si prelevava con un tubo fornito di pompetta un campione d'aria da analizzare e lo si insufflava nella lampada attraverso un attacco, direttamente sulla fiamma. Le variazioni d'altezza e luminosità indicavano la presenza o meno del gas.

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