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lampada a benzina tipo Wolf

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Via Montecchio, 20 (c/o cantiere Certino) – Novafeltria (RN)

lampada a benzina tipo Wolf

strumenti e accessori

acciaio fusione

vetro stampaggio

rete metallica sagomatura

cm
28 (a) 9 (d)
altezza con gancio 40 cm
sec. XX prima metà

n. 00000062

Lampada a benzina, di forma cilindrica, costituita da un serbatoio inferiore collegato con chiusura a vite e magnetica di sicurezza alla camera di combustione. Munita di accenditore e regolazione della fiamma.

Funzione: usato per illuminare

Fino alla metà del diciannovesimo secolo l'olio vegetale era il solo carburante utilizzato per le lampade di sicurezza a fiamma. Carl Wolf, un costruttore sassone di lampade da miniera, ebbe l'idea di sostituire l'olio vegetale con uno di origine minerale, chiamato nella regione, benzina, la cui fiamma era molto più luminosa di quella delle lampade tradizionali. Il suo primo modello presentato nel 1882 era una lampada di tipo 'westfaliano' a cui aveva riempito il serbatoio di ovatta imbevuta di benzina. Molto presto egli converte la lampada Marsaut all'uso della benzina e gli aggiunge due nuovi dispositivi: il riaccenditore interno e l'alimentazione ad aria inferiore. Wolf migliorerà la sicurezza della sua lampada inventando un sistema di chiusura di sicurezza magnetico, che impediva tutte le aperture incontrollate. Verso la fine dell'800 Wolf aggiungerà alle sue lampade una corrazza e la doppia retina interna.

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