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lampada ad acetilene

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Via Montecchio, 20 (c/o cantiere Certino) – Novafeltria (RN)

lampada ad acetilene

[lòma/lumma]

strumenti e accessori

Ferdinando Riccieri & F.

ferro

18 (a) 7,5 (d)
altezza con gancio 42 cm
sec. XX prima metà

n. 00000054

Lampada ad acetilene in ferro, chiusura a baionetta. E' costituita da due cilindri metallici che fungono da serbatoi per il carburo di calcio (inferiore) e per l'acqua (superiore). L'erogazione dell'acetilene avviene tramite un beccuccio. Munita di un gancio per il trasporto e la sospensione.

Funzione: usato per illuminare

Le lampade ad acetilene funzionano grazie alla reazione che produce gas acetilene quando il carburo di calcio entra in contatto con l'acqua. La lampada è quindi composta da un serbatoio contenente sassi di carburo, in cui precipita acqua dal serbatoio superiore. Il gas che si sviluppa arriva ad un ugello in ceramica dove si produce la fiamma illuminante.

La lampada ad acetilene è un dispositivo illuminante portabile a fiamma libera, utilizzato pertanto nelle miniere prive di grisou. Il potere illuminante della lampada dipende dal foro del beccuccio, da cui dipende quindi anche il consumo orario in litri di gas, e la conseguente autonomia. Un beccuccio medio permette otto ore d'autonomia con circa 300 grammi di carburo.

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