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lampada ad acetilene

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Via Montecchio, 20 (c/o cantiere Certino) – Novafeltria (RN)

lampada ad acetilene

[lòma/lumma]

strumenti e accessori

ferro fusione/ stampo/ saldatura/ rivettatura

21 (a) 9 (d)
sec. XX prima metà

n. 00000050

La lampada è costituita da due cilindri metallici che fungono da serbatoi per il carburo di calcio (inferiore) e per l'acqua (superiore). L'erogazione dell'acetilene avviene tramite un beccuccio. Sul serbatoio superiore si trovavano la regolazione dell'acqua ed il tappo, entrambi mancanti. Sul serbatoio è fissata una targhetta in rame con inciso "VENTI PERTICARA".

Funzione: usato per illuminare

Le lampade ad acetilene funzionano grazie alla reazione che produce gas acetilene quando il carburo di calcio entra in contatto con l'acqua. La lampada è quindi composta da un serbatoio contenente sassi di carburo, in cui precipita acqua dal serbatoio superiore. Il gas che si sviluppa arriva ad un ugello in ceramica dove si produce la fiamma illuminante.

La lampada ad acetilene è un dispositivo illuminante portabile a fiamma libera, utilizzato pertanto nelle miniere prive di grisou. Il potere illuminante della lampada dipende dal foro del beccuccio da cui dipende quindi anche il consumo orario in litri di gas, e la conseguente autonomia. Un beccuccio medio permette otto ore d'autonomia con circa 300 grammi di carburo.

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