
notizie sec. XVIII, seconda metà
disegno
n. 0367
Il "capriccio" di disegnare paesaggi era per il Guercino l'unica possibilità per distrarsi dalle richieste della committenza e lasciarsi andare a opere puramente fantasiose e interamente frutto del suo personale gusto artistico.
Il falsario è stato in grado di riconoscere il potenziale di queste opere e la forza comunicativa ed emotiva.
Il paesaggio è una libera invenzione dell'autore, ovviamente su ispirazione dei disegni guerciniani.
L'intera composizione è costruita intorno all'albero centrale che impartisce, con la sua inclinazione e la sua forza, il movimento a tutto ciò che sta intorno.
Tutto quanto è circondato dall'acqua, elemento imprescindibile nei paesaggi di gusto guerciniano, gli uomini che scorgiamo sulle rive sono rivolti ed indicano i profili di una città sullo sfondo, incorniciata da un un'imponente ponte.
Il gusto di questo paesaggio può essere rapportato a un romanticismo ante litteram.
I disegni del Guercino, con la loro aria di capricci, in particolare per i paesaggi, anticiparono il gusto settecentesco e piacquero a tal modo che iniziarono ad essere ricercatissimi.
Questa situazione fece sorgere ad un ignoto autore l'idea di imitare la tecnica di esecuzione e la scioltezza dei disegni del maestro.
A scoprire che i disegni che circolavano non erano originali del Guercino ma che si trattassero di falsi è stato l'ungherese Edith Hoffmann, intorno al 1930, successivamente fu Denis Mahon a proseguire gli studi e ampliare le ricerche.
Il Mahon scoprì che il falsario, per realizzare le sue contraffazioni dei paesaggi, aveva a disposizione due albums di stampe derivate da una serie di quattordici disegni del maestro, l'uno inciso da Jean Pesne a Parigi, l'altro da Ludovico Mattioli a Bologna.
Il successo della sua attività lo spinse a imitare anche le composizioni di figura, delle quali le stampe erano già largamente diffuse.
Il suo lavoro raggiunse una tale perfezione che persino Bartsch cadde nell'inganno, ed incise disegni che non potevano essere anche che opere del falsario; non solo, perfino storici dell'arte come Wickhoff e recentemente Matteo Marangoni incorsero nello stesso errore.
Questo disegno in particolare, mostra l'unione fra elementi fantasiosi e alcuni, come i personaggi in primo piano e il ponte con la cascata, derivati direttamente dalla stampa del Mattioli.
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Microcosmo della pittura overo trattato diviso in due libri
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Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi 14. re di Francia e di Nauarra il sempre vittorioso consagrata dal co. Carlo Cesare Maluasia fra Gelati l’Ascoso
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