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paesaggio con pescatori ed un ponte

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Via G. Matteotti, 16 – Cento (FE)

Il Falsario del Guercino

notizie sec. XVIII, seconda metà

disegno

penna
mm
280(a) 400(la)
sec. XVIII (1747 – 1800)

n. 0382

Il "capriccio" di disegnare paesaggi era per il Guercino l'unica possibilità per distrarsi dalle richieste della committenza e lasciarsi andare a opere puramente fantasiose e interamente frutto del suo personale gusto artistico.
Il falsario è stato in grado di riconoscere il potenziale di queste opere e la forza comunicativa ed emotiva.
Il paesaggio è organizzato in due diverse sezioni, la parte destra legata all'elemento acquatico e la sinistra a quello agreste.
Nella prima zona, quindi, l'acqua è ancora la vera protagonista: un fiume scorre alle pendici di alcuni monti, solo velocemente abbozzati sullo sfondo, passa sotto il ponte che taglia orizzontalmente il disegno, sul quale alcuni uomini sono impegnati nella pesca, come la coppia in primo piano seduta sulla riva.
L'altra parte del disegno è organizzata da un grande albero in primo piano e da un altro, in lontananza, a lui contrapposto, che incorniciano un grande viale sul quale a due a due passeggiano diversi uomini, verso alcuni edifici che si stagliano sul fondo.
La composizione ha una grande forza prospettica e vi si riconosce un uso magistrale dei tratteggi per definire le ombre.

I disegni del Guercino, con la loro aria di capricci, in particolare per i paesaggi, anticiparono il gusto settecentesco e piacquero a tal modo che iniziarono ad essere ricercatissimi. 
Questa situazione fece sorgere ad un ignoto autore l'idea di imitare la tecnica di esecuzione e la scioltezza dei disegni del maestro.
A scoprire che i disegni che circolavano non erano originali del Guercino ma che si trattassero di falsi è stato l'ungherese Edith Hoffmann, intorno al 1930, successivamente fu Denis Mahon a proseguire gli studi e ampliare le ricerche.
Il Mahon scoprì che il falsario, per realizzare le sue contraffazioni dei paesaggi, aveva a disposizione due albums di stampe derivate da una serie di quattordici disegni del maestro, l'uno inciso da Jean Pesne a Parigi, l'altro da Ludovico Mattioli a Bologna.
Il successo della sua attività lo spinse a imitare anche le composizioni di figura, delle quali le stampe erano già largamente diffuse.
Il suo lavoro raggiunse una tale perfezione che persino Bartsch cadde nell'inganno, ed incise disegni che non potevano essere anche che opere del falsario; non solo, perfino storici dell'arte come Wickhoff e recentemente Matteo Marangoni incorsero nello stesso errore.
Questo disegno in particolare, mostra l'unione fra elementi fantasiosi e alcuni, come i personaggi in primo piano e il ponte con la cascata, derivati direttamente dalla stampa del Mattioli.

Bibliografia Scannelli F.
Microcosmo della pittura overo trattato diviso in due libri
Cesena
Neri
1657

Bibliografia Malvasia C.C.
Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi 14. re di Francia e di Nauarra il sempre vittorioso consagrata dal co. Carlo Cesare Maluasia fra Gelati l’Ascoso
Bologna
Barbieri
1678

Bibliografia Baruffaldi G.
Vite de’ pittori e scultori ferraresi scritte dall’arciprete Girolamo Baruffaldi [1697-1722 ca.] con annotazioni
Ferrara
Taddei
1844-1846

Bibliografia Marangoni M.
Guercino. Disegni
Milano
Martello
1959

Bibliografia Mahon D.
Il Guercino. Catalogo critico dei dipinti.
Bologna
Alfa editoriale
1968

Bibliografia Mahon D. (a cura di)
Il Guercino. Catalogo critico dei disegni
Bologna
Alfa editoriale
1969

Bibliografia Bagni P.
Il Guercino e il suo falsario
Nuova Alfa
1985

Bibliografia Pinacoteca Civica
La pinacoteca civica di Cento. Catalogo generale
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1987
pp. 118-123

Bibliografia Pulini M. (a cura di)
Nel segno del Guercino, disegni dalla collezione Mahon, Oxford e Cento
2005

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