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Cena in Emmaus

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Via G. Matteotti, 16 – Cento (FE)

Il Falsario del Guercino

notizie sec. XVIII, seconda metà

disegno

penna
mm
160(a) 240(la)
sec. XVIII (1747 – 1800)

n. 0380

Il disegno raffigura il preciso momento in cui il Cristo, con il gesto di spezzare il pane, provoca un senso di stupore e meraviglia nei due discepoli, instaurando in loro la certezza di trovarsi di fronte al Cristo risorto.
Derivante dal Guercino è certamente il profondo scambio di sguardi, che intercorre fra i tre protagonisti, oltre all'attenzione al dato realistico e a quello della rustica quotidianità.
La composizione appare satura di elementi iconografici simbolici quali il pane, il bastone e il cappello del pellegrino e la conchiglia, fissata sul mantello di uno dei discepoli, anch'esso un simbolo di pellegrinaggio, oggi per quello di Santiago di Compostela.
Si deve inoltre sottolineare l'alta qualità della mano incisoria, la penna è stata utilizzata con grande padronanza e profonda conoscenza della tecnica. 

I disegni del Guercino, con la loro aria di capricci, in particolare per i paesaggi, anticiparono il gusto settecentesco e piacquero a tal modo che iniziarono ad essere ricercatissimi. 
Questa situazione fece sorgere ad un ignoto autore l'idea di imitare la tecnica di esecuzione e la scioltezza dei disegni del maestro.
A scoprire che i disegni che circolavano non erano originali del Guercino ma che si trattassero di falsi è stato l'ungherese Edith Hoffmann, intorno al 1930, successivamente fu Denis Mahon a proseguire gli studi e ampliare le ricerche.
Il Mahon scoprì che il falsario, per realizzare le sue contraffazioni dei paesaggi, aveva a disposizione due albums di stampe derivate da una serie di quattordici disegni del maestro, l'uno inciso da Jean Pesne a Parigi, l'altro da Ludovico Mattioli a Bologna.
Il successo della sua attività lo spinse a imitare anche le composizioni di figura, delle quali le stampe erano già largamente diffuse.
Il suo lavoro raggiunse una tale perfezione che persino Bartsch cadde nell'inganno, ed incise disegni che non potevano essere anche che opere del falsario; non solo, perfino storici dell'arte come Wickhoff e recentemente Matteo Marangoni incorsero nello stesso errore.

Bibliografia Scannelli F.
Microcosmo della pittura overo trattato diviso in due libri
Cesena
Neri
1657

Bibliografia Malvasia C.C.
Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi 14. re di Francia e di Nauarra il sempre vittorioso consagrata dal co. Carlo Cesare Maluasia fra Gelati l’Ascoso
Bologna
Barbieri
1678

Bibliografia Baruffaldi G.
Vite de’ pittori e scultori ferraresi scritte dall’arciprete Girolamo Baruffaldi [1697-1722 ca.] con annotazioni
Ferrara
Taddei
1844-1846

Bibliografia Marangoni M.
Guercino. Disegni
Milano
Martello
1959

Bibliografia Mahon D.
Il Guercino. Catalogo critico dei dipinti.
Bologna
Alfa editoriale
1968

Bibliografia Mahon D. (a cura di)
Il Guercino. Catalogo critico dei disegni
Bologna
Alfa editoriale
1969

Bibliografia Bagni P.
Il Guercino e il suo falsario
Nuova Alfa
1985

Bibliografia Pinacoteca Civica
La pinacoteca civica di Cento. Catalogo generale
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1987
pp. 118-123

Bibliografia Pulini M. (a cura di)
Nel segno del Guercino, disegni dalla collezione Mahon, Oxford e Cento
2005

Altre opere in Civica Pinacoteca Il Guercino (205)
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