
notizie sec. XVIII, seconda metà
disegno
n. 0380
Il disegno raffigura il preciso momento in cui il Cristo, con il gesto di spezzare il pane, provoca un senso di stupore e meraviglia nei due discepoli, instaurando in loro la certezza di trovarsi di fronte al Cristo risorto.
Derivante dal Guercino è certamente il profondo scambio di sguardi, che intercorre fra i tre protagonisti, oltre all'attenzione al dato realistico e a quello della rustica quotidianità.
La composizione appare satura di elementi iconografici simbolici quali il pane, il bastone e il cappello del pellegrino e la conchiglia, fissata sul mantello di uno dei discepoli, anch'esso un simbolo di pellegrinaggio, oggi per quello di Santiago di Compostela.
Si deve inoltre sottolineare l'alta qualità della mano incisoria, la penna è stata utilizzata con grande padronanza e profonda conoscenza della tecnica.
I disegni del Guercino, con la loro aria di capricci, in particolare per i paesaggi, anticiparono il gusto settecentesco e piacquero a tal modo che iniziarono ad essere ricercatissimi.
Questa situazione fece sorgere ad un ignoto autore l'idea di imitare la tecnica di esecuzione e la scioltezza dei disegni del maestro.
A scoprire che i disegni che circolavano non erano originali del Guercino ma che si trattassero di falsi è stato l'ungherese Edith Hoffmann, intorno al 1930, successivamente fu Denis Mahon a proseguire gli studi e ampliare le ricerche.
Il Mahon scoprì che il falsario, per realizzare le sue contraffazioni dei paesaggi, aveva a disposizione due albums di stampe derivate da una serie di quattordici disegni del maestro, l'uno inciso da Jean Pesne a Parigi, l'altro da Ludovico Mattioli a Bologna.
Il successo della sua attività lo spinse a imitare anche le composizioni di figura, delle quali le stampe erano già largamente diffuse.
Il suo lavoro raggiunse una tale perfezione che persino Bartsch cadde nell'inganno, ed incise disegni che non potevano essere anche che opere del falsario; non solo, perfino storici dell'arte come Wickhoff e recentemente Matteo Marangoni incorsero nello stesso errore.
Bibliografia
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Microcosmo della pittura overo trattato diviso in due libri
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Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi 14. re di Francia e di Nauarra il sempre vittorioso consagrata dal co. Carlo Cesare Maluasia fra Gelati l’Ascoso
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Vite de’ pittori e scultori ferraresi scritte dall’arciprete Girolamo Baruffaldi [1697-1722 ca.] con annotazioni
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Nel segno del Guercino, disegni dalla collezione Mahon, Oxford e Cento
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