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SIRA1_9
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Abside
Abside

Ravenna

Sant'Apollinare in Classe

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Abside
Abside

località Classe
via Romea Sud 216

edificio di culto

ambito culturale bizantino

VI sec. d.C. (535 – 549)

La basilica di S. Apollinare, l'unica sopravvisuta nel territorio classicano, fu consacrata nel 549 dal vescovo Massimiano. La sua erezione fu promossa, come per la basilica di S. Vitale, da Giuliano Argentario. Fa parte delle cosiddette basiliche cimeteriali, ossia di quegli edifici di culto che sorsero nel luogo di sepoltura di santi e vescovi, in questo caso S. Apollinare, primo vescovo di Ravenna, la cui sepoltura è stata identificata come una tomba a cassa di laterizi rinvenuta insieme ad altre nella necropoli cristiana strettamente adiacente e sottostante la chiesa. Intorno ad essa, divenuta ben presto luogo di culto, fu innalzata una piccola basilica-martyrion. 

L'edificio, munito di campanile cilindrico risalente al IX o X sec., si presenta a tre navate, separate da una doppia fila di colonne in marmo greco, culminanti nel presbiterio adorno di uno straordinario apparato ornamentale musivo, realizzato in epoche diverse e quindi con evidenti differenze stilistiche. 
Il catino absidale è sormontato da una rappresentazione della Trasfigurazione di Cristo sul monte Tabor, in cui Cristo è rappresentato da una croce gemmata (al cui centro appare un medaglione col ritratto aureolato del Cristo) entro un clipeo azzurro ornato da stelle; ai lati del clipeo si trovano i profeti Mosè ed Elia. Al centro dell'abside, entro una cornice paesaggistica verdeggiante e fiorita, campeggia S. Apollinare in atteggiamento orante, attorniato da pecore che simboleggiano il gregge cristiano ovvero i fedeli ravennati, seguaci del loro pastore. Negli spazi tra le finestre trovano posto le effigi dei quattro vescovi fondatori delle principali basiliche ravennati. Anche l'arco trionfale presenta ricche decorazioni musive, su vari registri.

Originariamente affacciato alla strada Reina, un diverticolo della via Popilia che collegava la grande strada romana con Classe, fu successivamente dotato dell'attuale atrio porticato, che ospita marmi ed iscrizioni recuperate dalla chiesa. Numerosi sarcofagi marmorei (V- VIII sec.) sono dislocati anche lungo le navate.

Dal 1996 fa parte dei monumenti tutelati dall'Unesco. 

Pubblicazioni e cataloghi Ravenna patrimonio dell’umanità.
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Classe e Ravenna fra terra e mare. Città, necropoli, monumenti. Un’avventura della archeologia. Gli scavi nella zona archeologica di Classe
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Restauri e ritrovamenti della Basilica di S. Apollinare in Classe
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Pubblicazioni e cataloghi Farioli R.
Ravenna romana e bizantina
Ravenna
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1977

Pubblicazioni e cataloghi Bovini G.
Mosaici di Ravenna. Mausoleo di Galla Placidia, Battistero della cattedrale, Cappella arcivescovile, Battistero degli Ariani, Sant’Apollinare Nuovo, San Vitale, Sant’Apollinare in Classe
Milano
Silvana Editoriale
1977

Pubblicazioni e cataloghi Deichmann F.W.
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Steiner F.
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Pubblicazioni e cataloghi Bovini G.
Edifici di culto d’età paleocristiana nel territorio ravennate di Classe
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Pubblicazioni e cataloghi Deichmann F.W.
Ravenna Hauptstadt des spätantiken Abendlandes. Geschichte und Monumente
Wiesbaden
Steiner F.
1969

Pubblicazioni e cataloghi Cortesi G.
Classe e Ravenna origini cristiane e antichi edifici cultuali
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Longo
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Pubblicazioni e cataloghi Mazzotti M.
La basilica di S. Apollinare in Classe
Città del Vaticano
Pontificio istituto di archeologia cristiana
1954

Pubblicazioni e cataloghi Mazzotti M.
Gli scavi di Sant’Apollinare in Classe
Felix Ravenna
1950
pp. 53-57

Pubblicazioni e cataloghi Negrioli A.
Ravenna, sepolcreto dei bassi tempi imperiali scoperto presso la basilica di S. Apollinare in Classe
Notizie degli scavi di antichità
1915
pp. 152-155

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Dove si trova

via Romea Sud 216

, Ravenna (RA)

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