
Castel Bolognese
Castel Bolognese è un centro sorto nel Medioevo lungo la via Emilia, fra le città di Faenza e di Imola, ma nonostante l’assenza di un centro antico di riferimento, i rinvenimenti casuali avvenuti nel corso di lavori agricoli o di scavi, hanno confermato una fitta occupazione del territorio circostante da parte dell’uomo, fin dall’epoca preistorica. Relativamente all’età romana, diversi recuperi archeologici documentano un popolamento diffuso dell’area, soprattutto a carattere agricolo, testimoniato dai numerosi resti di presumibili case coloniche e ville rustiche.
In località Serra (fondi Collina e Frega) è stata individuata una villa di grandi dimensioni – tipico esempio delle ville rustiche sviluppatesi in Romagna – da cui provengono frammenti di mosaici pavimentali bianco-neri e di intonaci dipinti. Anche a Campiano e nel fondo Torretta il rinvenimento di pavimenti a mosaico e di elementi marmorei fa ipotizzare la presenza di una villa.
Tutto il territorio, specialmente a nord della via Emilia, reca poi evidenti tracce del processo di appoderamento attuato dai Romani in seguito alla colonizzazione viritana, quando ampie zone della pianura vennero bonificate, distribuite individualmente e messe a coltura. L’ubicazione di Castel Bolognese, posto com’è a cavallo tra due centri principali (Forum Corneli-Imola e Faventia-Faenza) lascia credere che anche in antico parte del suo territorio dipendesse da una città e parte dall’altra.
Per quanto riguarda le necropoli, i dati sono più scarsi di quelli relativi alle aree abitative: alcuni sepolcreti di tipo prediale sono attestati in località Serra, Casalecchio e Biancanigo. Si tratta di tombe di varie epoche, isolate o a piccoli gruppi, per lo più sepolture povere con corredi composti da ceramiche d’uso comune. Oltre alle necropoli riferibili all’insediamento sparso e a piccoli nuclei di popolamento, lungo le strade principali, come la via Emilia, si collocavano anche tombe monumentali e mausolei appartenenti a famiglie agiate. Ne sono stati ritrovati anche nel territorio di Castel Bolognese, in località Biancanigo (un frammento con iscrizione dedicatoria e un frammento di lacunare con motivi floreali). Da San Bartolo della Serra proviene pure la stele funeraria dei Furvii, risalente all’età claudia e conservata presso il Museo Civico Archeologico di Bologna.
Per l’età post romana una testimonianza significativa è venuta in luce nel 1980 durante lavori edili in Via Giovanni XXIII, alla periferia dell’abitato di Castel Bolognese. Si tratta di una piccola necropoli (V-VI sec.) con materiali di corredo femminile, probabilmente da attribuirsi ad elementi di origine gota qui insediati, forse su un precedente stanziamento romano databile tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C.
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