
Bagnacavallo
Nel 1953, durante scavi in una cava d’argilla, sono stati messi in luce i settori di un edificio relativo alla parte rustica di una villa di epoca imperiale; in particolare si è identificato un magazzino diviso probabilmente in tre navate e con la parte centrale a cielo aperto.
Nei muri della villa rustica sono risultati reimpiegati, come materiale da costruzione, alcuni piccoli cippi in spungone che costituiscono una delle attestazioni di carattere religioso più antiche del territorio regionale. Dei 4 cippetti (conservati presso il Museo Centro Culturale "Le Cappuccine",) uno non era iscritto, mentre il secondo e il terzo recavano rispettivamente le iscrizioni FERONIA e FONE QUIET; il quarto reperto riportava invece la scritta frammentaria SALUS MAC[—]. Sono stati interpretati come cippi limitanei, cioè posti come termini di aree sacre, viene perciò ipotizzata la presenza nel territorio di un importante santuario all'aperto dedicato a divinità agricole e silvane.
In frazione Boncellino, immediatamente a nord del tronco ferroviario Bagnacavallo-Russi, ad una profondità dal piano di calpestio da 5,30 a 5,80 m (livello di fondazione dei muri), si rinvenne un complesso di murature non perfettamente ottagonali, con orientamento nord nord-est, sud sud-ovest. Si riconobbero otto ambienti (misure massime: 16,40×22,20 m) e tracce di almeno altri tre, a nord. I muri, conservati per un’altezza di circa 1 m, erano costruiti con assise regolari di laterizi di forme e dimensioni diverse, probabilmente di reimpiego; vi erano stati incorporati anche alcuni frammenti architettonici, tra cui i quattro cippetti limitanei.
A 2,35 m dalla fronte esterna del muro perimetrale sud, si rinvenne un pozzo (diametro esterno 1,20 m), rivestito di mattoni a sezione di corona circolare. Nei pressi si trovarono due fondi di torchi e alcuni frammenti architettonici. Il piano di sbancamento della cava ha rivelato la presenza di molti resti vegetali, ad un livello di 0,80 m al di sotto del piano di fondazione dei muri.
Della villa, di epoca imperiale, è documentato solo il settore di servizio (pars rustica): è stato, infatti, identificato un magazzino, diviso probabilmente in tre navate, con la parte centrale a cielo aperto.
Pubblicazioni e cataloghi
Franceschelli C./ Marabini S.
Lettura di un territorio sepolto. La pianura lughese in età romana
Bologna
Ante Quem
2007
pp. 193-194, n. 268
Pubblicazioni e cataloghi
Maioli M. G./ Montevecchi G.
Montevecchi G. (a cura di)
La villa romana di Bagnacavallo e i cippi del santuario
Viaggio nei siti archeologici della provincia di Ravenna
Ravenna
Longo
2003
Pubblicazioni e cataloghi
Maioli M. G.
Aggiornamento della situazione conoscitiva delle ville rustiche di epoca romana a Ravenna e in Romagna
Corsi di cultura sull’arte ravennate e bizantina
1990
pp. 249-280
pp. 262-263
Pubblicazioni e cataloghi
Scagliarini Corlàita D.
Ravenna e le ville romane in Romagna. Osservazioni sulla complementarità economica fra la città ed il retroterra
Ravenna
Longo
1968
pp. 45-47, n. 18,A
Pubblicazioni e cataloghi
Susini G.
Il santuario di Feronia e delle divinità salutifere di Bagnacavallo.
Studi Romagnoli
1960
pp. 197-212
Pubblicazioni e cataloghi
Arias P. E.
Scheda n. 3608
Fasti Archaelogici. Annual Bulletin of Classical Archaeology
1953
Pubblicazioni e cataloghi
Arias P. E.
Alcune recenti scoperte in Romagna
Studi Romagnoli
Faenza
F.lli Lega
1953
loc. Frazione Boncellino
Bagnacavallo (RA)