
Lugo
Le indagini archeologiche, che seguirono la scoperta fortuita a 6 metri di profondità di strutture riconducibili ad una villa romana, individuarono sei ambienti, alcuni di piccoli dimensioni, disposti in parte attorno ad un cortile ampio in cui si apriva un pozzo. Uno degli ambienti di maggiori dimensioni è stato interpretato come un magazzino a due navate.
La presenza della parte urbana della villa è ipotizzabile, sulla scorta di alcuni rinvenimenti: un’esagonetta in cotto per pavimentazione, una tessera musiva bianca, frammenti di intonaco dipinto, diversi oggetti di uso personale (come un frammento di specchio di bronzo), vari frammenti di basi e balsamari in vetro, una perlina azzurra in pasta vitrea per collana.
I due ambienti più piccoli (1,55×2,85 m e 1,50×2,50 m) avevano rispettivamente muri con spessore di 30 cm in mattoni manubriati, così come il pavimento (in planimetria: n.1). Nell’ambiente 2 i muri erano in pezzame laterizio di ca. 30 cm di spessore e il pavimento in sabbia (in planimetria: n.2). Il corridoio, o portico, (in planimetria: n.3), con pavimento in cocciopesto, e un vano (in planimetria: n.4) di poco più grande dei precedenti (2,50×4,50 m), completavano il blocco volto a meridione di quella che doveva costituire la parte rustica della villa.
Fiancheggiava il cortile, in cui si trovava il pozzo (in planimetria: n.7), un grande ambiente, interpretato come magazzino a due navate di 23×10 m (in planimetria: n.5), con pavimenti in embrici e mura spesse 45 cm (quelle ad est e sud di manubriati, ad ovest di pezzame laterizio). In esso vennero individuati tre pilastri di dimensioni diverse (in planimetria: nn. 8,9,10). L’ambiente (in planimetria: n.6) si componeva di due pilastri (in planimentria: nn. 10-11) e un muro in manubriati di cm 45 di spessore, con pavimento in terra battuta.
Il suolo sottostante si componeva di tre strati distinti. Il primo, di 17 cm di spessore, era costituito da terra mista a cenere e carboni con rarissimi frammenti ceramici; il secondo, di terra quasi pura, aveva uno spessore di 10 cm e conteneva poche inclusioni di carboni; il terzo, di spessore variabile, fra i 20 e i 30 cm, era ricchissimo di frammenti ceramici e laterizi, legno carbonizzato, resti organici e cenere. Quest’ultimo strato poggiava su terra sabbiosa, che probabilmente corrisponde al livello su cui si stabilì il primitivo insediamento, attorno al I-II secolo a.C.
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Lettura di un territorio sepolto. La pianura lughese in età romana
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Corsi di cultura sull’arte ravennate e bizantina
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Paesaggio archeologico regionale. Primi elementi per il rilievo in Emilia-Romagna
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Pubblicazioni e cataloghi
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Ritrovamenti romani nelle cave della fornace di Lugo di Romagna
Studi Romagnoli
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loc. Lugo, Fornace Gattelli
Via Quarantola – Via Piratello – Lugo (RA)