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1752
1752

Colline faentine

1752
1752
Via S. Maria dell’Angelo, 9 – Faenza (RA)

Campi Serafino

1905/ 1992

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
50(a) 60(la)
74×84 con cornice
sec. XX (1972 – 1972)

n. 1752

L’opera rappresenta un’importante testimonianza della vena espressiva di Serafino Campi “paesaggista”; un aspetto meno noto rispetto all’attività di grafico pubblicitario che gli valse un vasto consenso per le immagini incisive e aggiornate sulle tendenze moderne, ma pur sempre legate a un solido senso della forma. L’attrazione che Campi nutre per la pittura di paesaggio risale agli esordi della sua carriera artistica, quando nel 1930 vince il “Concorso per il paesaggio Tullio Moj” indetto dall’Accademia delle Belle Arti di Bologna. L’artista, soprattutto negli anni tra il 1965 e il 1980, rientrato da Milano alla terra di origine, si dedica alla pittura e al genere paesaggistico.
Non è casuale la scelta di ritrarre i calanchi che, con le loro crete brulle e selvagge, costituiscono uno degli aspetti più tipici del paesaggio collinare romagnolo. Nel quadro in esame, la veduta è resa con estremo nitore, con una precisione che possiamo definire topografica; ecco il motivo per cui ci è stato possibile individuare l’esatto punto di vista (siamo lungo la strada che da Marzeno sale verso la Pietramora, a meno di 15 chilometri da Faenza). Campi entra in contatto intimo con il paesaggio, con le atmosfere che vibrano al variare della luce; dipinge en plein air, osserva attento e riflessivo; la sua pennellata, a tratti stilizzata, descrive il paesaggio con tocchi sicuri, che identificano i rilievi, circoscrivono i campi coltivati, delineano l’aspra terra dei calanchi. L’artista mostra una notevole padronanza della tavolozza e trasferisce sulla tela, attraverso pacati valori luministici, la precisa atmosfera del momento, quella che già allunga le ombre nell’ora imminente del tramonto. E ancora, esaltando gli edifici rurali e la vegetazione in primo piano, consente all’osservatore di interagire con il paesaggio, spaziando oltre l’orizzonte verso l’immensità del cielo.

Questo testo è parte della scheda di Patrizia Capitanio per il catalogo della Collezione Bianchedi-Bettoli/Vallunga pubblicato da Bononia University Press nella collana Cataloghi dell’Istituto per i Beni Artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna.

Bibliografia Casadio C. (a cura di)
La collezione Bianchedi Bettoli Vallunga alla Pinacoteca di Faenza
Bologna
Bononia University Press
2012
pp. 78-79

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Campi 1972

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