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Colonia città di Tirano
Colonia città di Tirano

Cervia

Colonia città di Tirano

Colonia città di Tirano
Colonia città di Tirano
Viale Matteotti 209, località Milano Marittima – Cervia (RA)

Naglia Danilo (progetto)

1928

Gamberini Gino (progetto)

1928/ 1989

Notizie storiche: progetto e costruzione

I primi bambini iniziarono ad arrivare a Cervia nel 1914 da Milano e ogni estate, fino agli anni ’30, vennero ospitati nella scuola Pascoli, sarà poi con la costruzione della Colonia Balneare Dante, per opera dei coniugi milanesi Brambilla e Rossetti, che anche Cervia diede il via alla costruzione del suo litorale.
E’ proprio questo stretto rapporto con la realtà milanese che aveva portato la cittadina di Cervia, nel 1907, a cedere agli imprenditori Maffei, ricca famiglia proprio di origine milanese, numerosi ettari di pineta a Nord del centro storico, allo scopo di costruire parchi e villini di vacanza con l’intento di richiamare sulla costa un maggior numero di vacanzieri dalle regioni settentrionali. E’ la nascita di Milano Marittima.
Nel 1911 un gruppo di ricchi e illuminati borghesi milanesi, il cui capofila era il pittore Giuseppe Palanti, diedero origine alla “Società Anonima Milano Marittima” che aveva, come scopo primario, quello della progettazione di un’ideale città giardino secondo le teorie di Howard e la sua Garden City. Urgeva pertanto la creazione di un nuovo piano urbanistico il quale, redatto dallo stesso Palanti, prevedeva la lottizzazione dell’area tramite la creazione di numerose traverse perpendicolari alla costa, che andavano perdendosi nella pineta, e collegate, tramite la strada litoranea, alle due grandi rotonde rappresentanti i nodi principali del nuovo insediamento. All’interno dei lotti era ipotizzata la costruzione di villini in stile liberty, tutti regolamentati per grandezza e tipologia (ne esistevano 10 diverse), che dovevano fondersi con la pineta circostante e ospitare i villeggianti provenienti dalla città. Era inoltre prevista la realizzazione di numerosi parchi e centri sportivi che rendevano la neonata Milano Marittima un luogo riservato alle élites.
Il piano prevedeva inoltre la costruzione di un edificio di dimensioni maggiori a funzione pensione, destinato alla ricezione dei primi turisti. Sarà tuttavia questa la tipologia insediativa che avrà la meglio sulla costa, saturando i lotti e rendendo Milano Marittima, durante il boom economico degli anni ’60, una meta per il turismo di massa. E’ dovuta proprio a questo piano urbanistico la delocalizzazione delle colonie nei grandi lotti situati al confine tra Cervia a Lido di Savio.
Qui sorgono infatti, alla fine degli anni ’30, le prime tre colonie di Milano Marittima:
• la Colonia Montecatini, attuale Monopoli di Stato, costruita nel 1939 su progetto dell’architetto De Micheli e che poteva ospitare fino a 1000 bambini
• la Colonia Costanzo Ciano, attuale Provincia di Varese, costruita nel 1937 dall’ingegner Loreti e in grado di ospitare fino a 700 bambini
• la Colonia Mantovana, unica costruita più vicino al centro e demolita nel 1957 per far posto alla costruzione del grattacielo Marinella su progetto dell’ingegner Berardi.
Le altre colonie presenti sul territorio di Milano Marittima vengono
per lo più costruite tra gli anni ’50 e ’60 e sono tutte
situate al confine con Lido di Savio, lungo la strada litoranea.
Sono edifici di modeste dimensioni e scarsa qualità architettonica, ad eccezione della Colonia Comune di Tirano realizzata su progetto di Danilo Naglia.
Utilizzate fino agli anni ’80 proprio come colonie estive, ora risultano per lo più smesse e in stato di abbandono.
Milano Marittima era stata pensata per essere l’ideale fusione di città, con i suoi servizi e le sue occasioni, e campagna, dove godere dei benefici della natura e dell’aria pulita, doveva
essere una città giardino posta tra spiaggia e pineta. Ed è proprio questo caratteristico contesto ambientale a rendere il posizionamento delle colonie, adagiate sull’arenile
e a ridosso del sistema delle dune, linea di confine tra il mare e la pineta, particolarmente affascinante. Questo riguarda soprattutto la Colonia Varese e la Montecatini, due
veri e propri monumenti, due landmark che disegnano e rendono unica la costa di Milano Marittima.

La Colonia marina realizzata nel 1965-66 per il Comune di Tirano (Sondrio) a Milano Marittima, si trova nella zona in cui si concentra l’insediamento di colonie per vacanze, tra cui la vicina Colonia Monopoli di Stato di Eugenio Faludi, ex Montecatini (1939), in un lotto immerso nella natura, tra la pineta e il mare.
Oltre al personale di servizio, la colonia doveva ospitare più di sessanta bambini in vacanza da Tirano.
Come in altri progetti di Gamberini e Naglia, la limitatezza della disponibilità economica, induce ad assecondare una composizione e un linguaggio, ancora di matrice funzionalista.
L’edificio della colonia è costituito da tre corpi di fabbrica distinti: il volume principale, quello più grande, a due piani, adibito a colonia; un volume minore, a un piano, distaccato e posto dietro di esso; un terzo corpo costituito da un grande portico.
Nel volume principale si trovava al piano terra il grande refettorio, la cucina, un ufficio, un ambulatorio, i servizi: quali la lavanderia, la stireria e un magazzino. Al piano primo, a sud rispetto alla scala, erano collocate le camere dormitorio per bambini, le stanze per gli assistenti, a destra e a sinistra di un corridoio centrale, e i bagni comuni. A nord della scala si trovavano invece le stanze da letto del personale della colonia, l’infermeria e i servizi.
La struttura della colonia era in cemento armato a vista e i solai in laterocemento, anche in copertura, adibita a terrazza.
Il portico, costituito da una struttura esile in cemento armato, era utilizzato anche come soggiorno all’aperto in quanto spazio multifunzionale di grandi dimensioni.
Il corpo posteriore, realizzato con setti in mattoni a vista, era una piccola residenza con due camere da letto, una cucina e un ambulatorio.
Nel complesso della composizione funzionale della facciata, fra travi e pilastri in cemento e tamponature in mattoni, risaltavano le grandi finestre in alluminio anodizzato di colore bianco e nero e l’uso del lettering per la scritta “Colonia Comune di Tirano” al di sopra del portico.

Fonte: Architetture del seconodo Novecento – Mibact – Elisa Alessandrini

5-255

Dove si trova

Viale Matteotti 209, località Milano Marittima

Cervia

(RA)

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