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Casa Mori
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Parma

Casa Mori

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Casa Mori
quartiere Baccanelli, loc. Vigheffio – Parma (PR)

Canali Guido (progetto)

1935

Notizie storiche: progetto e costruzione

L’edificio viene realizzato in località Vigheffio, nell’ambito della lottizzazione Ilsea della quale fa parte anche la vicina casa Bernini le cui ragioni formali derivano in primo luogo, analogamente a casa Mori, dalla localizzazione al centro lotto, per isolare l’abitazione dal contesto. La villa è raggiungibile a partire dall’ingresso pedonale, posto su una strada interna ad uso della lottizzazione, aperto sul muro perimetrale continuo, mediante un percorso coperto delimitato sul lato orientale da un muro. Il camminamento conduce al centro del lato sud dell’edificio, chiaramente disposto orizzontalmente e composto da un rettangolo ¬di 32,5 X 9,8 m.; sviluppo assai diverso dalle ville circostanti dalle quali si differenzia in maniera netta anche per il sistema costruttivo e i materiali utilizzati.
La struttura è composta, infatti, da una semplice ripetizione di campate metalliche costruite con profili metallici HE verniciati di bianco: sette disposte longitudinalmente e due trasversalmente.
La varietà spaziale di tutta la casa è ottenuta modulando e variando il rapporto tra il tamponamento e l’orditura strutturale. Al piano terra sul lato orientale si trova un garage, accessibile da un percorso carrabile dedicato ben separato da quello di ingresso pedonale. Un setto posto a metà della campata contigua delimita i locali tecnici, la cantina e la cucina. Sullo stesso livello, in comunicazione con quest’ultima, si trova anche il già citato atrio di ingresso e il soggiorno. L’arretramento della parete di tamponamento rispetto al piano esterno delle travi metalliche del piano superiore, determina un portico, estensione all’aperto del soggiorno ad esso collegato.
Il piano superiore è raggiungibile da una scala posta in un volume chiuso e autonomo che segue il profilo inclinato della rampa di risalita, emergente sul fronte nord della casa interamente cieco (eccezion fatta per la finestra e la porta finestra del garage e della cantina).
Il vano scala raggiunge il corridoio che serve le camere da letto poste sul fronte sud, mediante una passerella-ponte che attraversa lo spazio a doppia altezza del soggiorno sottostante.
Questa volta è l’assenza di porzioni di solaio a determinare la visibilità dei due livelli.
La distanza tra i pilastri e il tamponamento settentrionale determina, per tutta la lunghezza del fronte, un’intercapedine illuminata zenitalmente dal solaio obliquo vetrato conformato a shed.
Attraverso l’uso dei materiali si punta ad annullare la differenza interno ed esterno, in cui vengono riproposti le medesime travi in vista, verniciate in colore bianco e alluminio, e i tamponamenti in blocchi di gas-beton per la parete nord, per il rivestimento del camino e per il muro del camminamento esterno che raggiunge l’atrio, visibile attraverso la vetrata del soggiorno sul portico. La complessiva direzionalità orizzontale dell’impianto, viene assecondata nel piano delle camere attraverso la suddivisione in tre fasce. La prima è costituita dai vuoti del solaio e dall’intercapedine sopra descritta. La seconda è una fascia di servizio in cui sono distribuiti: il corridoio, che culmina sul fronte ovest con un balcone aggettante all’esterno, le cabine armadio, i bagni e il vuoto di un patio da cui emergono gli alberi piantati in un’area apposita del sottostante portico. Questa zona è illuminata da lucernari a calotta che emergono oltre il cordolo di copertura.
Infine, nella fascia più esterna, è disposta la sequenza delle quattro camere da letto le cui finestre in lunghezza sono oscurate da persiane identiche alle pannellature di facciate, in modo da realizzare, quando chiuse, un regolare fronte scandito dai moduli dei pannelli.
Come nei restanti fronti, è pertanto al sistema costruttivo che si affida l’estetica dell’edificio, che trasmette internamente ed esternamente un’immagine quasi industriale, che culmina nella testata del lato est tamponata con lamiera ondulata, intorno a cui si avvita la scala elicoidale, interamente metallica, che raggiunge ancora un ponte, elemento distributivo che rappresenta un tema dell’intero progetto, distaccato dalla soletta di copertura che conferma, insieme ai tubolari dei parapetti, un certo sapore “navale” percepibile nell’aspetto complessivo della residenza.

Fonte: Matteo Sintini – Mibact – Architetture del secondo '900 – immagini 4 e 5 Studio Canali Associati

Dove si trova

quartiere Baccanelli, loc. Vigheffio

Parma

(PR)

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