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Aurelio Cortesi, Palazzina I.N.C.I.S.A
Aurelio Cortesi, Palazzina I.N.C.I.S.A

Parma

Palazzina I.N.C.I.S.A.

Aurelio Cortesi, Palazzina I.N.C.I.S.A
Aurelio Cortesi, Palazzina I.N.C.I.S.A
via Conforti 21 – Parma (PR)

Cortesi Aurelio (progetto)

Notizie storiche: progetto e costruzione

La palazzina per uffici Incisa è una delle prima opere di Aurelio Cortesi. Posta lungo la sponda destra del torrente che dà il nome alla città di Parma, nella zona dell’antico Campo di Marte a sud dello Stradone del Petitot, si erge al centro di un lotto di testata, con un aspetto sobrio e una misura civile. È una architettura di muri, precisa e razionale, di setti che portano ombre profonde, ove la lezione del razionalismo milanese incorpora nei propri confini il segno urbano dei contrafforti della Pilotta farnesiana. Progettata e costruita tra il 1966 e il 1968, si colloca in una stagione che Cortesi ha trascorso tra Venezia, Milano e la sua città, e che egli stesso ha definito il tempo della felicità. Sono gli anni in cui a Venezia è assistente di Ludovico Barbiano di Belgiojoso, a Milano è membro – dal 1961 al 1964 – del Centro Studi di «Casabella-Continuità» di Ernesto Nathan Rogers e collaboratore dello studio Albini & Helg, mentre a Parma, al contempo, intraprende la libera professione. l progetto, iniziato nel 1966, è sviluppato negli anni successivi e si conclude nel 1968 , con l’ultimazione della costruzione e l’inaugurazione degli uffici.
L’edificio ci è pervenuto quasi intatto: le poche variazioni allo stato originario introdotte nel tempo e dovute ad altri progettisti, riguardano l’istallazione dell’ascensore (il vano è stato ricavato internamente, utilizzando una stanza, senza intaccare il volume) e l’eliminazione delle coloriture rosse dell’interno, sulle pareti e nei corrimani della scala, che sono state sostituite con un bianco e un grigio chiaro.
La I.n.c.i.s.a. S.p.a. è, all’epoca, un’importante società di costruzioni. Con l’edificazione di questa palazzina per gli uffici del gruppo dirigente (gli impiegati e le strutture operative permangono nella vecchia sede), si propone di dotarsi di una sede di rappresentanza, preposta al ricevimento della clientela, atta a rappresentare la propria capacità economica e il proprio dinamismo imprenditoriale. La palazzina è un edificio di mattoni rossi posto al centro del lotto su cui insiste. La sistemazione del giardino libera, ma attentamente studiata, rafforza questo sovra-ordinamento sul tessuto residenziale circostante, che quasi raddoppia la profondità del corpo di fabbrica rispetto alle costruzioni residenziali vicine.
Collocabile in un momento di revisione del razionalismo italiano e di formazione delle nuove tendenze, concepita come architettura civile e razionale, la palazzina Incisa è un progetto in cui il rapporto con la tradizione del razionalismo milanese, trova un ulteriore e sereno sviluppo…
La superficie di mattoni, nella precisa sequenza dei setti, sottili e al tempo stesso potenti, esprime, secondo l’autore, la serenità d’una ripetuta riproposizione di partiti architettonici che tendono più alla rappresentazione del proprio tempo che all’obbedienza a tipologie o indicazioni tematiche ritenute deboli e stanche.
L’edificio si articola orizzontalmente con bianchi marcapiani di cemento. I materiali impiegati sono quelli tipici di molta architettura residenziale degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta, ma il modo d’uso è totalmente diverso: il cotto non è semplice tamponamento bensì vera massa muraria, mentre il cemento armato a vista è riservato nei fronti alle sole strutture orizzontali dei solai e ai loro aggetti. La palazzina ha tre piani fuori terra e un interrato, che ognuno con un proprio carattere, si sovrappongono come tre diversi ordini classici. Il piano terreno è porticato su tutti i lati: il portico è di modesta profondità, ma la potenza dei setti murari lo scava con ombre profonde. Il piano intermedio resta un volume puro, forato lateralmente da una teoria di finestre, aderenti al soffitto, in ombra, con i serramenti posati a filo interno del muro perimetrale. All’ultimo piano i setti ritornano liberi formando una loggia che avvolge l’intero perimetro e che si allarga proiettandosi all’esterno con balconi e balconata. L’altezza maggiore di quest’ultimo livello termina con un alto cornicione curvo in cemento, mentre uno analogo nelle forme, ma di minore profondità, segna l’imposta delle solette dei balconi. Questo cornicione, ripreso direttamente da quello che corona il cortile della Pilotta, è un motivo che si ripete in moltissime altre architetture di Cortesi, fino a divenirne un carattere distintivo. È inoltre l’elemento di questa architettura che più di altri colpirà l’attenzione dei visitatori, amici e maestri, che Aurelio Cortesi accompagnerà in visita alla palazzina ultimata e che susciterà l’ammirazione anche del suo silente maestro Franco Albini, che di fronte all’opera appena ultimata certificherà il suo valore architettonico.

Fonte: tratto da: Antonella Cabassi, La Palazzina per uffici INCISA di Aurelio Cortesi, in www.architetturedipietra.it, 26 ottobre 2009

Dove si trova

via Conforti 21

Parma

(PR)

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