
Ferrara
Vaccaro Giuseppe (progetto)
1896/ 1970
Notizie storiche: progetto e costruzione
Nel dicembre 1955 Giuseppe Vaccaro concludeva il primo progetto per l’edificio Ina di Ferrara posto in viale Cavour angolo contrada della Rosa e via Armari; l’edificio insiste sull’area dell’ex convento della Rosa di cui, dopo i lavori di demolizione, sopravvisse il solo chiostro, tutelato dalla Soprintendenza. Il nuovo edificio, composto da due volumi alti (rispettivamente nove e sei piani) paralleli a via Cavour e collegati da due corpi più bassi, si articola attorno al superstite chiostro, il quale fungeva anche da elemento distributore degli accessi della nuova costruzione. In fase di cantiere il chiostro, fu tuttavia smontato dalla Società La Rosa (poi sostituita dalla ditta Gallerani Armando) subendo notevoli danni.
Al chiostro, della cui visione dalla strada Vaccaro fece un elemento centrale del progetto al fine di «arricchire l’ambiente urbanistico di un elemento caratteristico ed attraente», si ha accesso sull’angolo del complesso tra via Armari e viale Cavour, sottolineato dalla presenza di un portico a doppia altezza. All’interno del complesso avrebbero trovato sistemazione negozi al pian terreno, uffici al mezzanino e residenze a quelli superiori.
Il progetto fu presentato il 10 dicembre 1955 al Comune di Ferrara e ottenne il plauso della Commissione di edilità il 21 dicembre che si compiacque «della realizzazione che doterà Ferrara di un altro importante palazzo»; essa lodò «anche la disposizione planimetrica e particolarmente la sensibilità del progettista per la conservazione e l’inserimento dell’antico chiostro nella nuova costruzione. Gradevolissima soluzione, che concorda felicemente con le raccomandazioni della Soprintendenza e della Commissione di Edilità, quando ebbero ad interessarsi dell’area dell’ex chiesa». Dopo il parere favorevole del soprintendente Arrigo Buonomo, il Comune rilasciò il permesso di costruzione nell’aprile 1957 – per il solo edificio prospiciente viale Cavour – e i lavori vennero cominciati nel maggio successivo. Nel giugno 1957 venne presentata una variante che riguardava la possibilità di incrementare l’altezza del corpo di fabbrica retrostante a quella del volume disposto lungo viale Cavour, poi limitata a metri 13,90 nel progetto approvato dal Comune, comunque in deroga rispetto a quanto prescritto dal regolamento edilizio.
I lavori condotti dalla Società Ingg. Droghetti e Masotti di Roma iniziarono nel maggio 1957 dall’edificio prospiciente viale Cavour (alto metri 30,50) e Vaccaro elaborò il progetto esecutivo del complesso nel settembre 1957; il 26 ottobre venne incaricato Carlo Savonuzzi, della vigilanza sulle opere costruite in cemento armato.
Il cantiere terminò nel maggio 1959 con la realizzazione dei due edifici (quello su viale Cavour composto da 35 appartamenti e quello su via Armari (16 appartamenti) e il mese successivo il Comune concedette l’abitabilità.
Mentre i prospetti del complesso verso viale Cavour e via Armari sono definiti da una finestratura continua disegnata in dettaglio da Vaccaro, il prospetto nord dell’edificio e quello lungo contrada della Rosa sono disegnati interamente con una cortina di mattoni.
Fonte: Matteo Cassani Simonetti – Mibact – Architetture del secondo '900
viale Cavour 50
Ferrara
(FE)