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Centrale dei Telefoni di Stato
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Bologna

Centrale dei Telefoni di Stato

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Centrale dei Telefoni di Stato
via Capo di Lucca – Bologna (BO)

Zacchiroli Enzo (progetto)

1919/ 2010

Notizie storiche: progetto e costruzione

Dal 2005 il Dipartimento di Scienze Aziendali dell'Università di Bologna ha sede nella Centrale dei Telefoni di Stato progettata dal noto architetto bolognese Enzo Zacchiroli e realizzata tra il 1968 e il 1974 per la Centrale dei Telefoni di Stato.
Nella sede di Bologna i docenti e i ricercatori afferenti al DiSA svolgono la propria attività di ricerca e quella istituzionale, e sono affiancati dal personale tecnico-amministrativo.

L’edificio della sede di Via Capo di Lucca si articola su quattro piani. Al primo piano vi è l’area open space destinata ad accogliere gli studenti iscritti ai Dottorati di Ricerca, 2 sale seminari nella quali vengono svolte le lezioni di Dottorato ed i seminari di Dipartimento. Sempre al primo piano sono presenti anche 4 uffici docenti. Al secondo piano sono presenti 12 uffici docenti. Al terzo piano, unitamente a 7 uffici docenti, vi è l’ufficio del Direttore e gli uffici del Segretario amministrativo e del personale tecnico-amministrativo. Al quarto piano, infine, vi sono 12 uffici docenti ed 1 sala riunioni.

L’area su cui sorge l’edificio si colloca lungo via Capo di Lucca, asse che nel periodo cinque-seicentesco distribuiva l’allora area industriale di Bologna. La Centrale dei telefoni di Stato si trova dunque a dover istituire un imprescindibile confronto con la città storica ed in particolare con il complesso di abitazioni popolari destinate ai mugnai progettate dal Vignola.
Il volume deve configurarsi come uno spazio vuoto, un grande contenitore per ospitare le apparecchiature tecnologiche necessarie al funzionamento delle reti telefoniche. E’ sul tema dell’involucro pertanto che Zacchiroli sceglie di concentrarsi, superando le limitazioni imposte dalla destinazione d’uso. Il percorso di sicurezza che corre intorno all’edificio diventa, grazie al trattamento in cor-ten, il motivo architettonico che interessa la facciata.
La rete geometrica e ordinata di montanti e traversi che si svolge a partire dalla scala elicoidale sul lato sinistro della facciata, punto di ancoraggio alla struttura di calcestruzzo armato, crea uno spazio laddove serve solamente a proteggere un percorso.
L’edificio si compone di tre volumi: il primo prismatico, ospita l’accesso alla struttura che trova proseguimento nel vano scala. Incastrato tra le due metà del parallelepipedo stretto e alto, esso si avvolge in una spirale elicoidale che conduce ai vari piani del secondo volume, adiacente al primo. Quest’ultimo presenta una forma parimenti prismatica, caratterizzata da uno sviluppo longitudinale piuttosto che altimetrico. Un ultimo volume è collocato sul lato opposto rispetto al primo, fungendo da sostegno al secondo corpo scale che si sviluppa all’esterno della scatola muraria. Quest’ultimo si limita all’altezza della “gabbia” centrale, lasciando proseguire in altezza il corpo in calcestruzzo. La facciata totalmente scandita dalla gabbia metallica in cor-ten prosegue anche sul vano scale esterno, lasciando intravedere il calcestruzzo armato dei setti portanti solo nei lati.
Cromatismi differenti vengono utilizzati per sottolineare funzioni diverse della struttura: l’acciaio marrone che veste la facciata, viene messo in contrasto con il rivestimento metallico della copertura e della spirale delle scale, entrambe verniciate di giallo.

Fonte: Architetture del secondo Novecento – Mibact – Matteo Sintini e Margherita Merendino

Dove si trova

via Capo di Lucca

Bologna

(BO)

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