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Reggio Emilia

Officine Meccaniche Reggiane

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via Agosti – Reggio Emilia (RE)

Data di costruzione / dismissione: 1904 – 2008

L’azienda, fondata a Reggio Emilia nel 1901 da Romano Righi con il nome di Officina Meccanica e Fonderia Romano Righi, nel 1904 cambiò denominazione in Società Anonima Officine Meccaniche Reggiane. Presidente era Giuseppe Menada, direttore della Società Anonima delle Ferrovie di Reggio Emilia, che si preoccupò di garantire commesse all'azienda della quale era azionista. Lo stabilimento delle Officine Meccaniche Reggiane, costruito nel 1904 nel quartiere Santa Croce, divenne presto una delle più importanti realtà produttive di Reggio Emilia. Nel 1908 l'azienda si estese al settore ferroviario assorbendo la ditta Nobili di Bologna e acquistando quote della Società Anonima Metallurgica Ossolana e dell’Anonima Celeste Longoni di Reggio Emilia. Nel 1912 continuò l'espansione mediante l'acquisizione della Società Anonima Officine Ferroviarie Italiane e, lo stesso anno, cambiò denominazione in Reggiane Officine Meccaniche Italiane. L’attività industriale, che inizialmente era incentrata sulla produzione di materiale rotabile ferroviario, si estese presto ad altri tipi di impiantistica. Durante la prima guerra mondiale, la fabbrica venne riconvertita alla produzione di cannoni e ogive per proiettili e nel periodo compreso tra il 1917 e il 1918, alla fabbricazione di aerei da bombardamento. Con la fine della grande guerra l’attività aeronautica cessò, per riprendere nel 1936 su iniziativa del conte Giovanni Battista Caproni di Talledo. L’occupazione ebbe un forte incremento e raggiunse nel 1942 il numero di oltre diecimila dipendenti, in parte residenti nelle case operaie dette ‘il Cairo’. Proprio in ragione di queste attività, le Reggiane furono obiettivo, nel 1944, di un bombardamento da parte degli alleati che provocò numerose vittime civili. La lotta sociale determinata dal deterioramento dei rapporti fra proprietà e lavoratori, tra il 1949 e 1951, terminò nell’occupazione dello stabilimento per oltre un anno. Il lungo sciopero non evitò il licenziamento di massa che decretò la crisi dell’azienda. Nel 1962 il controllo della fabbrica passò all’Efim quindi, nel 1993, al gruppo Fantuzzi e infine, nel 2008, alla multinazionale statunitense Terex. La sede produttiva e amministrativa delle Reggiane, prossima alla stazione ferroviaria, è rimasta attiva dal 1904 al 2008. Nello stesso anno, il Comune di Reggio Emilia ha avviato un progetto di rigenerazione urbana per la trasformazione delle storiche Officine in un polo dell'innovazione, al servizio delle imprese e della ricerca.
Il Capannone 19 delle Officine Reggiane è stato il primo edificio ristrutturato, è sede del Tecnopolo, ospita 4 laboratori di ricerca avanzata e trasferimento tecnologico al servizio delle imprese. Tre dei laboratori afferiscono all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ed uno al CRPA. All’interno dell’edificio trova sede, inoltre, un incubatore per startup innovative.
A marzo 2019 è terminata la riqualificazione del Capannone 18, caposaldo del Parco Innovazione. Il progetto, dell’architetto Andrea Oliva, ha trasformato la storica caldareria (l’officina in cui si costruivano grandi serbatoi di ferro) delle Officine in un hub tecnologico contemporaneo, costruendo nuovi edifici all’interno dell’edificio storico. Il progetto, proseguendo il concept adottato nel Tecnopolo, ha previsto la conservazione della struttura esistente, mediante il recupero e consolidamento dei muri perimetrali e delle strutture di ferro. Le coperture vengono parzialmente eliminate, nel rispetto tipologico del fabbricato, per permettere il passaggio di aria e luce naturale agli affacci diretti degli uffici e dei laboratori e il soleggiamento delle aiuole a terra. L’architettura originale, così riqualificata, va ad accogliere i volumi in legno che ospiteranno le nuove funzioni. 174 metri di lunghezza, 40 di larghezza, 3 navate di altezza diversa, 28 portali di acciaio chiodato a caldo, sono i numeri del colosso restaurato totalmente, non solo il manufatto ma anche i residui delle passate lavorazioni, le macchie, i murales, le imperfezioni, tutti i segni del tempo, che costituiscono la memoria del luogo, del lavoro e della vita delle Reggiane.
A febbraio 2020 sono iniziate le opere di riqualificazione del Capannone 17. L’opera è previsto venga realizzata secondo criteri di sostenibilità ambientale, flessibilità ed efficienza energetica. Il Capannone 17 sarà allestito con 'edifici interni' analogamente a quanto realizzato nei Capannoni 18 e 19. Seguirà la ristrutturazione dei Capannoni 15/A, B/C, dove sarà custodito, tra l'altro, l’Archivio storico delle Officine Reggiane.

Pubblicazioni e cataloghi

Spreafico Sandro, 
Un'industria, una città, 
Bologna, Il Mulino, 1968

Pedrocco Giorgio, 
Industria e archeologia dell’industria a Reggio Emilia, in Festanti Maurizio, Gherpelli Giuseppe, a cura di, Storia illustrata di Reggio Emilia, 
San Marino, Aiep, 1987

Canovi Antonio, Mietto Marco, Ruggerini Maria Grazia, 
Nascita di una città. Il territorio di Santa Croce: la storia, la memoria, le Reggiane, 
Milano, Franco Angeli, 1990

Basini Gianluigi, 
L'industrializzazione di una provincia contadina. Reggio Emilia 1861-1940, 
Roma Bari, Laterza, 1995

Consolini Silvano, 
Una fabbrica, un territorio, una storia di vita, 
Bologna, Sicurezza Sociale, 2002

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Dove si trova

via Agosti

Reggio Emilia

(RE)

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