
Pennabilli
Fondazione: XX (1900-1999)
Il noto censimento ministeriale post unitario, redatto nel 1868, rilevò a Pennabilli un ‘Teatro dei Condomini’, non più esistente. Pare si trattasse di un semplice salone, posto all'interno della sede municipale, destinato alle rappresentazioni delle filodrammatiche locali, risalente al 1832 (si veda: Teatro nelle Marche: architettura, scenografia e spettacolo, a cura di Fabio Mariano, p. 178).
L’attuale sede teatrale denominata ‘Vittoria’ risale ai primi anni Venti del Novecento. Si deve infatti all’iniziativa di 33 famiglie pennesi, riunite all’uopo in un comitato, la realizzazione di questo teatro, ricavato tra il 1922 e il 1923 all'interno del quattrocentesco Palazzo Fuffi. Lo storico edificio, gravemente lesionato dal terremoto del 29 giugno 1919, era stato precedentemente utilizzato come caserma e come scuola elementare. Il concorso di queste famiglie risultò determinante ai fini della completa ristrutturazione e riqualificazione dell’immobile, dando avvio alle opere necessarie alla nuova destinazione d’uso. Dell’antico palazzo si conserva il bel portale ad arco decorato a bugne, che attualmente rappresenta l’ornamento dell'avancorpo che contiene il foyer, arredato recentemente dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. Il portale d’ingresso è sovrastato da una cimasa con la scritta ‘Ostium non hostium’ (letteralmente ‘entrata non dei nemici’ quindi degli amici). La facciata, nel suo insieme, risulta molto semplice, col tetto a doppio spiovente è scandita da specchiature ed è priva di particolari ornamenti.
La sala teatrale, approntata al tempo da un gruppo di artigiani locali, coadiuvati dal Genio Civile, presenta una pianta con andamento ad U, circondata da tre ordini di palchi (48 in totale), con solai in legno e balaustre a fascia dipinte a tempera.
L’apparato decorativo della sala teatrale è da ascrivere a Oreste Mazzoni, all'epoca segretario comunale, oltre che pittore nonché poeta, ed al di lui genero Cornelio Francioni. Prestandosi gratuitamente, essi concepirono decori in stile Novecento, in cui si ravvisano elementi di gusto tardo Liberty e influssi Art Deco, resi evidenti dalla rigida impostazione geometrica dei moduli decorativi e delle figure. Interamente giocata su toni pastello del giallo e dell’azzurro, la decorazione presenta, sulla fascia dei palchi di secondo ordine, regolari specchiature con uno stemma centrale inserito in una ghirlanda affiancata da iris, mentre il palco centrale, dalla balaustra lievemente convessa, presenta una figura allegorica della Comunità con i due castelli di Penna e di Billi sullo sfondo. Sulla sovrastante fascia decorativa dei palchi del terzo ordine figura una finta cornice a dentelli, recante nel fregio una sequenza di aquile ad ali aperte e, nel palco centrale, lo stemma di Casa Savoia, affiancato da leoni e bandiere. La decorazione continua sull’arco di proscenio, i cui palchi presentano sul fronte i ritratti di Dante e Manzoni inscritti in una corona d’alloro, mentre al centro, in alto, è dipinto un medaglione con una figura femminile a mezzobusto, tra mazzi floreali di iris e margherite. Sul velario figura una grande lira stilizzata attraversata, in prossimità dell’arcoscenico, da una fascia decorata con festoni e putti danzanti, mentre in corrispondenza della curvatura dei palchi sono raffigurate le nove Muse. Sopra l'architrave del boccascena, ai lati dello stemma comunale di Pennabilli, sta infine la scritta 'Amor civium / decus patriae', ossia ‘amore dei cittadini / decoro della patria’.
Nel foyer fiancheggiano l’entrata alla platea due pannelli dipinti recentemente dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra il quale, dopo aver a lungo soggiornato a Roma dove ha lavorato con i maggiori registi del cinema italiano, dal 1989 ha scelto Pennabilli come patria d’elezione.
Al palcoscenico, ampliato con i recenti restauri, dà accesso un secondo portale a bugnato, posto su un fianco dell’edificio, con mensola recante l'iscrizione 'Fuffius' che ne ricorda l'antica origine.
Dalla sua fondazione il teatro è stato centro di un’intensa attività, documentata dai registri degli spettacoli e delle operette messe in scena, che tuttora si conservano presso il locale archivio. E' inoltre documentata la modalità relativa ai sorteggi mediante i quali venivano assegnati i palchi ai cittadini. Sono andati purtroppo perduti gli scenari e gli arredi originali. Nel secondo dopoguerra il teatro è stato prevalentemente utilizzato come sala cinematografica e locale da ballo, poi inesorabilmente ha ceduto al degrado, fino alla forzata chiusura negli anni Settanta. Le indispensabili opere di recupero dell’edificiovengono avviate a partire dal 1985, scongiurandone la definitiva perdita, ricostruendo in primo luogo il tetto ormai pericolante. Il completamento delle opere di restauro, realizzate successivamente, hanno reso possibile la riapertura del teatro al pubblico nel marzo del 2000, l’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 18 giugno del medesimo anno. Ulteriori e più recenti lavori, hanno infine dato modo di creare un collegamento tra il teatro e alcuni spazi adiacenti, ricavando da caratteristiche strutture medioevali il bar, la sala prove e gli uffici. L'annessa foresteria può ospitare compagnie teatrali e gruppi musicali nella fase di preparazione dei loro spettacoli. Attualmente la capienza e di 149 posti, un possibile adeguamento potrebbe portare la capienza a 170 posti. Recentemente sono state effettuate opere relative alla messa in sicurezza.
Dalla sua riaperture il Teatro Vittoria ha presentato una densa stagione teatrale ed è stato sede di numerosi eventi, concerti e convegni. Il Maestro Tonino Guerra ne è il presidente onorario.
Per quanto riguarda la gestione, dal 1 gennaio 2001 al 2004, il teatro è stato dato in gestione a ‘Pennabilli chiama srl Promozione risorse Montefeltro’, che si era aggiudicata la gara d'appalto indetta dal Comune, con Giacomo Martini quale direttore artistico. Dal 2005 al giugno 2010 la gestione tecnica e organizzativa del teatro è stata dell'Associazione Culturale Ultimo Punto, con Enrico Partisani alla direzione artistica. In quest’ultima fase alcuni dei progetti teatrali svolti in teatro, e non solo, sono stati condotti in collaborazione con la stessa Associazione Tonino Guerra. Allo stesso Enrico Partisani dobbiamo le informazioni utili per la redazione di questa scheda.
(Lidia Bortolotti)
Pubblicazioni e cataloghi
F. Battistelli, I teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino, in: Teatri delle terre di Pesaro e Urbino, a cura di F. G. Motta, Milano 1997, p. 162-163;
Il teatro nelle Marche: architettura, scenografia e spettacolo, a cura di Fabio Mariano, Fiesole (Firenze) 1997, p. 81, 178, 180.
Elementi caratterizzanti decorazioni pittoriche
Dati tecnici pianta a ferro di cavallo con palchetti
Dati tecnici 152 posti
Dati tecnici profondità 10,20 larghezza 5,40 h 5,50
Dati tecnici 1985-2000