
Sant'Agata Feltria
Opera di inaugurazione: spettacolo di gala
Fondazione: XVIII (1700-1799)
Questo elegante teatro settecentesco è sito all’interno del ‘Palazzone’ (attuale sede municipale), edificato nel 1605 per volere del marchese Orazio Fregoso, signore della Terra di Sant’Agata, sulla piazza principale del paese. Dalla documentazione archivistica studiata da Manlio Flenghi, emerge che fin dal XVII secolo, all’interno di questo edificio, vi era un’ampia sala regolarmente concessa alla gioventù santagatese per fare commedie, rappresentazioni ed altro. Nella medesima sala, che probabilmente occupava l’intero piano terra, si riunivano anche i Consigli Generali del Rettorato; questi ultimi furono trasferiti al primo piano, del medesimo edificio, quando nell’ambiente si allestì la sala teatrale in modo permanente. Di teatro si parla espressamente in un documento datato 17 dicembre 1690, quando il Consiglio Generale approva il rifacimento del solaio sopra ‘il teatro’ al fine di realizzare i magazzini del grano. Questo dato lascia intendere che alla sala fosse già stata data una connotazione ben definita e più appropriata alla funzione di luogo teatrale.
La costruzione del teatro a noi pervenuto, risale al 1723 e fu realizzata a carico della locale ‘Società Condomini del Teatro’. Inizialmente risulta essere costituito da una semplice platea e dal palcoscenico; come risulta da un atto notarile, datato 18 maggio 1743, solo vent’anni dopo viene dato l’incarico a mastro Giovanni Venturi, dal prefetto della Società dei Condomini, di erigere i primi 26 palchi per un compenso di 45 scudi. Nello stesso anno si ravvisa la necessità di dotare il teatro di un camerino per gli attori, da ricavarsi nell’edificio adiacente e comunicante con il primo piano del Palazzone. Solo nel 1753, con la realizzazione del terzo ordine, l’intera struttura teatrale risulta essere completata. L’assegnazione dei palchi avveniva per sorteggio secondo un sistema che ne garantiva la rotazione e fugava dissidi e contese. Non è dato sapere se vi sia stata in questi anni un’inaugurazione, si rammentano tuttavia la messa in scena dell’opera 'Il Ciro riconosciuto' nel carnevale 1756 e della commedia 'Arlecchino servitore di due padroni' di Carlo Goldoni nel 1765.
Tra il 1790 e il 1804 vengono effettuati diversi lavori, quali la chiusura dei palchi, il rifacimento del palcoscenico e dell’arco di proscenio, ove sono ricavati nuovi palchetti; le nuove decorazioni pittoriche, realizzate sui prospetti dei palchi e sul soffitto, sono affidate a un tal Donati. Nella seconda metà dell’Ottocento (1871-72), dopo un periodo di declino, a causa delle precarie condizioni statiche che si erano andate determinando, il teatro fu oggetto di imponenti lavori di restauro voluti dal Sindaco e presidente della Società dei Condomini Enea Nastasini. Le opere non alterarono comunque la struttura della cavea originaria e tuttora esistente, caratterizzata da una pianta a U un po’ allungata con quarantaquattro palchi disposti su tre ordini, con colonne portanti e palco interamente realizzati in legno di castagno.
Il rinnovamento dell’apparato decorativo dei palchi, del velario e del proscenio conferirono alla sala teatrale l’aspetto che tuttora la caratterizzano: i parapetti a fascia continua dei palchi al primo ordine sono a strisce chiare e scure a finto marmo, mentre al secondo e terzo ordine presentano una decorazione ad imitazione di drappi di trine e pizzi con festoni di fiori, ove predominano le tonalità bianche e azzurre. Lo stesso tipo di decorazione è presente sul velario, ove spicca un grande ovale dal fondo azzurro, cui si sovrappone una sorta di ampio merletto bianco dipinto; al cui centro vi è un rosone filettato da un listello ligneo, definito da una stella a otto punte ai cui angoli si raccordano gli elementi di un festone policromo. Al centro è posto un proporzionato ed elegante lampadario in metallo e cristalli. Sono inoltre parte integrante dell’apparato una serie di nove tondi dipinti ad olio su tela, dedicati ad altrettanti personaggi illustri. Ai quattro vertici della volta, contornati da girali a monocromo su fondo rosato, vi sono i ritratti dei quattro personaggi storici localmente più rilevanti: Ottaviano Fregoso, Uguccione della Faggiola, Dionigio Agatone De’ Maschi e Ranieri De’ Maschi; mentre i ritratti di Pietro Metastasio, Vincenzo Monti, Carlo Goldoni, Vittorio Alfieri sono posti sui palchi di secondo e terzo ordine del proscenio in cui, al centro dell’architrave, è il tondo con il ritratto del maestro Angelo Mariani. Attribuiti a Romolo Liverani, questi medaglioni risultano dipinti in modo più frettoloso rispetto alle altre opere dello scenografo faentino presenti in teatro. Si tratta di un cospicuo nucleo di fondali scenici che tuttora si conservano sul palcoscenico. Realizzati dal Liverani in collaborazione con il figlio Tancredi, questi teli dipinti rappresentano, il primo, la veduta panoramica di Sant’Agata Feltria dominata dalla imponente Rocca Malatestiana e viene utilizzato come sipario; seguono le raffigurazioni di una fastosa galleria definita da colonnato e soffitto, l’interno di reggia o dimora nobile, la cucina rustica, i sotterranei di un carcere, la visione notturna di un castello e lo scorcio di una piazza con campanile gotico. Non è invece attribuibile al Liverani il fondale con la raffigurazione della sala con casa patrizia.
L’inaugurazione del teatro rinnovato e dotato di un più moderno sistema di illuminazione, avvenne il primo settembre 1872, giorno della Festa del Cristo Grosso, con un concerto di gala vocale e strumentale; nella stessa occasione fu intitolato ad Angelo Mariani, il celebre musicista ravennate la cui carriera aveva preso avvio proprio a Sant’Agata Feltria.
Gli anni a seguire furono contrassegnati da un’intensa attività scenica, poi nel secondo dopoguerra il teatro fu adibito a cinematografo e negli anni Settanta del ‘900 fu chiuso in quanto privo dei requisiti minimi di sicurezza. Resterà chiuso per diversi anni versando in condizioni di vetustà e abbandono, penalizzato da un’intrinseca debolezza strutturale dovuta sia a fattori interni, ma soprattutto ad eventi esterni, quali movimenti franosi e fenomeni sismici che avevano interessato l’intero palazzo, o per meglio dire l’intera area.
Tuttavia nel 1992 il grande Vittorio Gassman scelse proprio il teatro ‘Angelo Mariani’ per recitare e registrare per la RAI la Divina Commedia. Si legge sul sito del teatro che quando “si aprirono le porte al grande mattatore ed alla sua troupe, nei loro occhi si scorse un lampo di meraviglia. Il teatro era loro apparso in tutto il suo splendore di opera d'arte irripetibile. In quel paesino che qualcuno di loro ricordava di aver visitato, sì, lassù in quel paesino, c'era quel teatro che da tanto tempo avevano cercato.”
I lavori di restauro che ne hanno consentito la riapertura il 14 settembre 2002, sono stati realizzati a cura dell’architetto A. Gianessi e dall’ingegnere T. Piccioni, per stralci successivi. Una prima tranche è stata avviata nel 1994, con la realizzazione di una serie di opere volte al consolidamento della struttura, terminate nel 1999. Il secondo stralcio di lavori, che ha interessato la parte decorativa del teatro, è stata avviata alla fine dell’agosto 2000.
Dal febbraio 2010 il Teatro Angelo Mariani è gestito dal Comitato per la Salvaguardia ed il Decoro dei Beni Storici e Culturali di Sant'Agata Feltria, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale. La stagione teatrale prevede la messa in scena di commedie, la realizzazione di concerti ed eventi d’intrattenimento culturale, inoltre il teatro è aperto alle visite del pubblico, alla stregua di un museo, con orario differenziato per l’estate e per l’inverno.
(Lidia Bortolotti)
Pubblicazioni e cataloghi
F. Battistelli, I teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino, in: Teatri delle terre di Pesaro e Urbino, a cura di F. G. Motta, Milano 1997, p. 166 e 173;
Il teatro nelle Marche: architettura, scenografia e spettacolo, a cura di Fabio Mariano, Fiesole (Firenze) 1997, p. 81, 89, 128, 173;
M. Flenghi, Il teatro "Angelo Mariani" di Sant'Agata Feltria: La Storia, l'Arte, Sant'Agata Feltria 2002, 2 vol.
Elementi caratterizzanti decorazioni pittoriche sipari storici arredi
Dati tecnici pianta a U con palchetti
Dati tecnici 99 posti (46 in platea, 53 nei palchi)
Dati tecnici 1871-1872
Dati tecnici 1994-2002