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0009
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cassapanca

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Viale Martiri della Libertà, 34 (sez. Storica); Viale Jacopo Barozzi (sez. Contemporanea) – Modena (MO)

manifattura modenese

cassapanca

legno di noce/ intaglio
cm
40(a) 160(la) 50(p)
sec. XVI (1550 – 1599)

n. –

La cassapanca presenta sobrie linee, con i soli inserti decorativi nella parte frontale: nel prospetto, fra due lesene intagliate con cariatidi poste alle due estremità, è applicato fra due specchiature rettangolari un altorilievo raffigurante uno scudo entro ghirlanda; nello scudo non è rappresentato alcuno stemma. La cassa è su piedi a zampe leonine.

La cassapanca giunse al San Paolo con tutta probabilità da una casa patrizia; infatti lo scudo, preparato per raffigurarvi uno stemma, qualifica il mobile come cassapanca nuziale, per il corredo di una sposa. Dal profilo stilistico, si ritiene che l’opera sia prodotto di un artigiano modenese attivo nella seconda metà del Cinquecento, ravvisandovi affinità esecutive con altri esemplari del Cinquecento locale, ad esempio i mobili conservati nella Sala del Fuoco del Palazzo Comunale di Modena.
Come s’è detto, la cassapanca proviene dal complesso di San Paolo di Modena, già Educandato di San Paolo, istituito durante la Restaurazione Austro-estense, poi Educatorio Provinciale. Fu assunta in carico dalla Provincia di Modena il 30 novembre 1985, assieme ad altre opere d’interesse storico-artistico dello stesso Educatorio, trasformatosi in Fondazione San Paolo-San Geminiano nel 1998 e dal 2007 in ASP (Azienda Servizi alla Persona); attualmente è in deposito nella Raccolta d’Arte della Provincia. E’ stata restaurata da Germano Bertolani di Modena nel 1998.

Bibliografia Martinelli Braglia G. (a cura di)
La chiesa di San Paolo a Modena. Otto Secoli di storia
Modena
1998
p. 95

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