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balsamario

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Viale Zaganelli, 2 Massa Lombarda (RA)
balsamario
argilla a tornio
argilla verniciatura
argilla ingobbiatura
ambito romano
secc. I a.C./ I d.C. (15 a.C. – 50 d.C.)
6.2 (a) 2.3 (d) diametro fondo 1,6

n. 96 (= Venturini 74 C)

Balsamario in argilla depurata rosata, tornio veloce; pittura bruno-nerastra sull'orlo e sul collo sia all'interno che all'esterno; tracce di ingubbiatura sul ventre. Piriforme, collo troncoconico molto allungato, orlo orizzontale estroflesso e arrotondato; fondo piatto. Verniciati l'orlo e parte del collo, con gocciolatura che scende verso il corpo.

I balsamari, assai spesso definiti "lacrimatoi ", termine cui si attiene anche il Venturini nel redigere il suo inventario, in realtà erano destinati a contenere essenze od olii profumati.
Un'alta percentuale di presenze di questi piccoli contenitori fra gli oggetti del repertorio funebre si registra a partire dalla prima età ellenistica in tutto il bacino del Mediterraneo, con una frequenza veramente notevole nei centri della Magna Grecia.

A partire dall'età augustea la forma degli unguentari cambia notevolmente, poiché il corpo piriforme, più o meno sviluppato, poggia su un fondo piatto ed il collo cilindrico termina in un orlo svasato od estroflesso arrotondato (Haltern tipo 31 = Vegas, tipo 63 b) esso compare attorno all'ultimo quarto del I sec. a.C., con particolare concentrazione in età augustea e giulio-claudia, e dura fino a circa la metà del I sec. d.C. quando viene gradualmente sostituito dagli unguentari vitrei.

Il balsamario in esame è un dono Massarini (1874).

Bibliografia Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
p. 57

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