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061
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balsamario

061
061
Viale Zaganelli, 2 Massa Lombarda (RA)
balsamario
argilla verniciatura
argilla ingobbiatura
ambito romano
secc. I a.C./ I d.C. (60 a.C. – 40 d.C.)
11.6 (a) diametro orlo 2,7

n. 65

Balsamario in argilla rosata, ingobbiatura bruno-rossastra. Corpo globulare compresso; collo cilindrico, appena svasato; labbro estroflesso a profilo arrotondato; fondo piatto. Una depressione nel corpo per difetto di fabbricazione. Collo ingobbiato e due piccole pennellature parallele nel corpo.

I balsamari, assai spesso definiti "lacrimatoi ", termine cui si attiene anche il Venturini nel redigere il suo inventario, in realtà erano destinati a contenere essenze od olii profumati.
Un'alta percentuale di presenze di questi piccoli contenitori fra gli oggetti del repertorio funebre si registra a partire dalla prima età ellenistica in tutto il bacino del Mediterraneo, con una frequenza veramente notevole nei centri della Magna Grecia.

A partire dall'età augustea la forma degli unguentari cambia notevolmente, poiché il corpo piriforme, più o meno sviluppato, poggia su un fondo piatto ed il collo cilindrico termina in un orlo svasato od estroflesso arrotondato (Haltern tipo 31 = Vegas, tipo 63 b) esso compare attorno all'ultimo quarto del I sec. a.C., con particolare concentrazione in età augustea e giulio-claudia, e dura fino a circa la metà del I sec. d.C. quando viene gradualmente sostituito dagli unguentari vitrei.

Il balsamario è stato donato da mons. Macchiaroli di Teggiano (1878).
Metà del I sec. a.C. – metà del I sec. d.C.

Bibliografia Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 57, 61

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