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041
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lekythos

041
041
Viale Zaganelli, 2 Massa Lombarda (RA)
lekythos
argilla verniciatura
argilla a immersione
produzione Italia Meridionale
sec. IV a.C. (399 a.C. – 300 a.C.)
5.1 (a) diametro piede 3,2

n. 170

Piccola lekythos in argilla arancio, vernice nera, opaca e diluita in alcuni punti. Corpo lenticolare, solcato da costolature larghe e poco profonde che si interrompono sotto l'ansa in un motivo ad "X"; collo distinto svasato; piede troncoconico con base d'appoggio a disco; ansa a bastoncello appiattito che congiunge il collo alla spalla. Piede irregolarmente verniciato, con impronte di immersione.

L'origine della ceramica a vernice nera va collocata in Grecia attorno alla metà del VI sec. a.C., quando inizia una produzione di vasi completamente rivestiti di un nero lucente con spiccata accentuazione delle forme piuttosto che della decorazione. Questa ceramica è stata esportata in modo ineguale verso le diverse zone del Mediterraneo occidentaleIn seguito essa si rarefà considerevolmente ed ovunque le produzioni occidentali cominciano a sostituire le importazioni dalla Grecia. E' difficile indicare con precisione in quale momento cominci la produzione di ceramica a vernice nera nel suolo della nostra penisola, perché in realtà le officine cominciano molto presto, specie in Campania, ad imitare questo tipo di ceramica attica. E' però soprattutto attorno agli inizi del IV sec. a.C. che si registra l'intensificarsi di tali produzioni. Dopo qualche decennio di imitazione dei modelli greci e di persistenza nelle tradizioni ceramiche locali, esse acquistano una loro precisa individualità, avviandosi verso un repertorio più originale che si evolve in modo autonomo fino all'incirca agli ultimi decenni del I sec. a.C.
Il favore incontrato da tale ceramica e la sua lunga persistenza fino alle soglie dell'epoca augustea hanno come conseguenza il moltiplicarsi di officine e di categorie locali, che si distribuiscono cronologicamente lungo tutto l'arco dell'età ellenistica ed arealmente un po' dovunque nella penisola italiana e nel bacino del Mediterraneo.

Il gruppo di vasi offerti al Venturini da Monsignor Macchiaroli di Teggiano è rappresentativo di produzioni dell'Italia Meridionale, specialmente di quella campana.

Il reperto è stato donato da Macchiaroli di Teggiano (1878).
Cfr. Morel 1981, 5411 (ma il piede ha una conformazione decisamente diversa, senza confronti).

Bibliografia Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 50-51, 54

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