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Giacomo Rossini

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Borgo Rodolfo Tanzi, 13 – Parma (PR)

Duprè Giovanni

1817/ 1882

scultura

cera/ modellatura
cm.
8(a) 5.5(la)
sec. XIX (1840 – 1840)

n. 103

Giovanni Dupré (Siena 1817 – Firenze 1882), celebre scultore italiano dell'Ottocento, secondo solo a Antonio Canova e al contemporaneo Lorenzo Bartolini.
L'opera che lo rende famoso è l'Abele moribondo (marmo, 1843), modellata quando aveva appena venticinque anni, che suscita un certo scandalo per il disincantato realismo della figura sdraiata (l'opera fu acquistata dalla zar di Russia e ora si trova all'Ermitage e una copia in bronzo è alla Galleria d'arte moderna di Firenze). Un anno dopo esegue un Caino, scultura eretta a tutto tondo di impostazione più accademica.
La produzione successiva comunque oscilla sempre ora verso il naturalismo, ora verso un accademismo più freddo e di maniera, ma in ogni caso è sempre fuori discussione l'alta qualità della sua tecnica.
Il Trionfo della Croce (1861) nella lunetta del portale centrale della nuova facciata della chiesa di Santa Croce a Firenze e il Monumento a Cavour (1878) a Torino sono opere più convenzionali e per certi sensi mediocri, mentre la statua di Giotto e quella di Sant'Antonino (1844) per il loggiato degli Uffizi sono più vitali, con uno stile forse più ruvido, ma più spontaneo.
Di sapore michelangiolesco è la Saffo abbandonata della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, che assomiglia nella parte superiore al Giorno della tomba di Giuliano della Sacrestia Nuova, mentre la parte inferiore è fasciata da un drappeggio meno convincente.
Il suo capolavoro è considerato la Pietà (1867) nella cappella Bichi Ruspoli nel Cimitero della Misericordia di Siena. Vi è impressa una notevole carica espressiva, con una composizione inconsueta, forse ispirata da un quadro simile di Fra Bartolomeo.
Il titolo si ricava da un biglietto manoscritto incollato sul retro della cornice. Accanto a questo, un ritaglio a stampa in lingua inglese riporta la descrizione dell'oggetto. In entrambi i casi il nome riportato è Giacomo, nonostante le date anagrafiche citate dal trafiletto corrispondano a quelle di Gioacchino.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a stampa
Trascrizione: Duprè

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