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moschetto

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Piazza Resistenza, 2 – Alfonsine (RA)

produzione italiana

moschetto

metallo ,
legno
cm.
calibro 7,35 mm
sec. XX (1938 – 1945)

Moschetto con corpo in legno ed otturatore girevole-scorrevole. La parte superiore del fucile compresa tra la culatta e la bocca è rivestita in legno. Il serbatoio che accoglieva il caricatore si trova nel blocco metallico anteriore al grilletto. Sotto la bocca del moschetto è innestato il pugnale baionetta.

Il fucile Carcano Mod. 91, dal quale deriva il moschetto, fu sviluppato da Salvatore Carcano nelle fabbriche d'armi di Torino con la collaborazione del generale Parravicino dell'arsenale di Terni. Il fucile, prodotto in diverse versioni, servì sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, oltre che nei conflitti coloniali. Nel 1938 fu progettato il nuovo modello 91/38, un'arma sensibilmente più corta dell'originale Mod. 91 (1020 mm), con rigatura a passo costante, otturatore con manubrio piegato, alzo fisso a 300 metri e un pugnale baionetta pieghevole e staccabile. Il moschetto Mod. 91/38 per truppe speciali (TS), fu ricalibrato a 7,35 mm con rigatura a passo fisso a 200 m. Con il termine "truppe speciali" si indicavano le truppe di collegamento, i conducenti, gli artiglieri, uomini che facevano uso del fucile come ultima risorsa. Per costoro il fucile fu accorciato a moschetto e venne munito di una corta baionetta ripiegabile fissata alla bocca; la fanteria portava la baionetta in un fodero a parte.

Bibliografia Cimarelli A.G.
Storia delle armi delle due guerre mondiali
Novara
Istituto Geografico De Agostini
1973
pp. 12-13

Bibliografia Weeks J.
Armi leggere della seconda guerra mondiale
Novara
Istituto Geografico De Agostini
1979
pp. 46-48

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