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106
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Ta'wiz quadrato

106
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Via Frangipane, 6 – Bertinoro (FC)

manifattura indiana

Ta'wiz

argento/ incisione
cm.
6.8(a) 6.8(la)
sec. XIX (1800 – 1899)

n. 106

Pendente in argento inciso, India Occidentale. Sul recto si citano alcuni dei Novantanove nomi di Allah, o Asma al-Husna, inscritti in sedici "quadrati magici", o wafq majazi. Le incisioni sono in scrittura naskhi. Sul verso il ta'wiz riporta, su dieci righe di scrittura, dei versetti (ayat 10-11) tratti dalla seconda sura al-Baqara, o sura della Vacca. Le iscrizioni sono in scrittura naskhi.

Il pendente in argento è utilizzato dal fedele musulmano per accrescere i poteri e la fortuna di chi lo possiede. Portandolo appeso al collo, le proprietà intrinseche del pendente trasmettono positività all'individuo tramite il solo contatto fisico. Sul recto, vi figurano alcune invocazioni nelle quali si ripetono vari appellativi di Dio, rientranti nell'elenco dei cosiddetti 99 nomi divini. Seguono due passi coranici, il primo tratto dalla sura LX: "Può darsi che Iddio ponga fra voi e quelli che ora avete a nemici, dell'affezione, poiché Dio è potente, poiché Dio è indulgente clemente" (LX, 7).
Il secondo passo, invece, proviene dalla sura III: "Dì: o mio Dio! Padrone del Regno! Tu dai il Regno a chi Tu vuoi, e strappi il Regno a chi vuoi, esalti chi Tu vuoi, umilii chi Tu vuoi: in mano tua è il bene, e tu sei sopra tutte le cose potente! Insinui la notte nel giorno e il giorno nella notte, estrai il vivo dal morto e il morto dal vivo, doni cibo a chi vuoi, senza conto" (III, 26-27).

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