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giogo

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Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

giogo

[zôg zôv]

strumenti e accessori

legno intaglio/ incastro/ pittura

ferro forgiatura/ inchiodatura

fibra vegetale/ canapa

cm
67 (a) 149 (l)
seconda metà sec. XIX

L'oggetto è costituito da una trave leggermente arcuata alle estremità, da poggiare sul collo dei bovini. Al centro, incastrati e fissati con una fascia di ferro fermata con bulloni, si trovano due regoli di legno ("gambèt") che scendono dal giogo stringendo in basso un legno trapezoidale e a mezzaluna nella parte superiore ("spadël" o "piumazz" o "tap"), tenuto fermo da una fascia di ferro ("casarôla") che andava da un gambetto all'altro. Ai lati del legno sagomato che poggiava sul collo delle bestie ci sono dei fori, attraverso cui passano delle corde che reggono una stecca di legno sagomata ("falzèta"). Nella parte superiore delle due branche ricurve, al centro, si trova un'asola con anello di ferro ("febia" o "fioba") a cui erano assicurate le "cavzene" o "calzèna", striscie di cuoio che andavano legate alle corna dei bovini. Il giogo è decorato: il colore di fondo è il blu; sulla parte anteriore , all'interno di cornici rosse puntinate di bianco e giallo, sono dipinti fiori bianchi con foglie verdi. I regoli sono decorati a strisce diagonali bianche, rosse e gialle su fondo blu, mentre la "casaròla e il tappo a roselline bianco-rosa. Ogni falzèta a strisce verdi, bianche con pois verdi, e rosse su un lato, rosse e verdi sull'altro.

Funzione: per trainare il carro

fissato di traverso sul collo dei bovini con delle cinghie e attaccato al timone del carro o dell'aratro

Il giogo è stato decorato alla fine del XIX secolo ad opera di Pompilio Lacchini, detto "E' Gnaf 'd Runchèt".

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