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aratro scavafossi

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Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

aratro scavafossi

[milot]

strumenti e accessori

ferro forgiatura/ inchiodatura

legno intaglio

cm
94 (a) 100 (la) 254 (l)
inizio sec. XX

Uno dei primi aratri moderni, interamente in ferro, con avantreno rigido, fornito di due ruote di diverse dimensioni. La più piccola è detta "di campo", la più grande "di solco". L'avantreno è dotato di dispositivi per regolare la profondità del lavoro e l'inclinazione del corpo. L'aratro è formato dalla bure, che costituisce l'intelaiatura, essa regge il coltro, robusto coltello che taglia verticalmente la terra. La bure termina nell'aratro vero e proprio. La parte più in bassa è il vomere che taglia orrizzontalmente la terra. Il vomere posa e striscia sulla terra appoggiandosi su due guide (versoio, per capovolgere la zolla e frantumarla). L'aratro è retto mediante due manici che terminano in due impugnature in legno. Una di esse è protetta da un'ala che serve sia a difendere la mano quando si lavora in prossimità di piante, sia a far scivolare l'attrezzo capovolto quando si cammina senza lavorare, al termine dei solchi. Al carrello è attaccato un grosso gancio per il traino animale o meccanico.

Funzione: sostituisce all'inizio del secolo l'aratro in legno; viene utilizzato per arare ("lavorare") il terreno

Questo tipo di aratro prende il nome dal suo inventore (Melot).

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