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Mario Morigi, La Pietà, 1972, Mercato Saraceno, Istituto Ospedaliero “L. Cappelli”
Mario Morigi, La Pietà, 1972, Mercato Saraceno, Istituto Ospedaliero “L. Cappelli”

La Pietà

Mario Morigi, La Pietà, 1972, Mercato Saraceno, Istituto Ospedaliero “L. Cappelli”
Mario Morigi, La Pietà, 1972, Mercato Saraceno, Istituto Ospedaliero “L. Cappelli”
Via Decio Raggi, 16 – Mercato Saraceno (FC)
1904/ 1978
scultura
bronzo
sec. XX (1972 – 1972)

Nel 1971 l’Ente Ospedaliero “L. Cappelli” bandisce il Concorso nazionale per l’esecuzione di opere artistiche. Nel 1967 l’opera viene sommariamente descritta ed inclusa nel computo metrico del progetto di ampliamento della struttura, in tal modo: “la scultura, realizzata su bozzetto scelto mediante incarico diretto ad artista di fama, o mediante concorso ad invito fra artisti noti, od aperto a tutti gli artisti della regione, dovrebbe rappresentare la deposizione di N.S. Gesù Cristo, e dovrebbe figurare come un simbolico omaggio alla sofferenza divina, speranza per la sofferenza degli uomini. L’opera dovrà essere di valore artistico in senso assoluto e non legata alla architettura se non come elemento focale che accentri interessi e viva di se stessa; naturalmente, all’architetto progettista compete la collocazione dignitosa. Si desidererebbe porla all’aperto su un supporto di metallo tale che lasci libera l’opera nell’atmosfera.” Vinceva lo scultore cesenate Mario Morigi che nella sua relazione d’accompagnamento al bozzetto preparatorio per il concorso così la descriveva: “Il bozzetto […] suggerisce lo spirito di tutta l’opera nei suoi valori artistici e spirituali; dalle due figure, armoniche e ben legate, emana un patos (sic!) di grande spirito, dovuto all’atteggiamento del Cristo Morto, sostenuto dalla Madre, forte e dolente, che lo offre, con atto di divino amore, al regno della Fede. Ciò che è già visibile nel bozzetto, la ritmata verticalità scultorea che unisce l’umano al cielo, sono una garanzia e un anticipo al valore dell’opera definitiva in bronzo”.
L’artista si affranca dalle durezze spigolose dettate dalle linee spezzettate del San Francesco del 1970 per cercare l’unità di una sola linea flessuosa che innervi in un tutt’uno le due figure di questa scultura, in cui comunque prevalgono gli accenti strutturali sintetici prediletti dall’autore, anche in pittura

Bibliografia Collina C.
Collina C. (a cura di)
Storia dell’arte del percento in Emilia-Romagna
Il percento per l’arte in Emilia-Romagna. La legge del 29 luglio 1949 n. 717: applicazioni ed evoluzioni del 2% sul territorio
Bologna
Compositori
2009
270

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