
n. 27746
Giuseppe Zigaina nasce a Cervignano del Friuli nel1924), è uno dei più importanti e significativi pittori figurativi italiani del Novecento. A undici anni entra nel collegio di Tolmin (Slovenia) e vi rimane fino all'8 settembre 1943. Instancabile disegnatore da bambino, Zigaina comincia giovanissimo a dipingere e, appena diciannovenne, espone alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Fondamentale per lui l'incontro nel 1946 con Pasolini con cui stabilisce profondi legami umani artistici destinati a sopravvivere alla morte del poeta. Nel 1948 espone alla Galleria del Cavallino a Venezia e alla Biennale. Nel 1949 espone a Roma alla Galleria d'Arte Moderna e vince il premio ISA. Nello stesso anno realizza tredici disegni per "Dov’è la mia patria", una raccolta di poesie di Pasolini. Nel 1950 ottiene il premio Fontanesi alla XXV Biennale di Venezia. Nel 1953 dirige "1953. Primo maggio a Cervignano", un lungometraggio diffuso dalla RAI ventisette anni dopo. Nel 1955, in occasione di una sua mostra alla Galleria del Pincio a Roma, Pasolini scrive per lui il poemetto "Quadri friulani", contenuto, due anni dopo, nel volume "Le ceneri di Gramsci". Si stacca intanto progressivamente dal neorealismo, volgendo i suoi interessi alla Nuova Oggettività tedesca. Nel 1958 per la casa editrice tedesca Volk und Welt esegue cinquantadue disegni per "Pisana oder Bekennntnisse eines Achtzigjahringen", traduzione tedesca delle "Confessioni di un ottuagenario" di Ippolito Nievo. Nel 1960 ottiene il premio Ginori per la personale alla XX Biennale internazionale d'arte di Venezia. Nel 1962 viene invitato a far parte della Società Europea di Cultura e dell'Accademia San Luca di Roma. Nel 1965 comincia a sperimentare l’incisione, una tecnica, nella declinazione dell’acquaforte in particolare, che diventerà sempre più importante nella sua produzione. Nel 1968 collabora al film "Teorema" di Pier Paolo Pasolini e nel 1971, nel "Decameron" dove Pasolini gli affida la parte del “frate santo” che confessa Ciappelletto. Nel 1974 vince il premio speciale della Biennale internazionale della grafica di Firenze e, sei anni dopo, il premio speciale della giuria della IV Biennale internazionale della grafica di Mulhouse. Nel 1984 inizia un periodo di insegnamento all'Art Institute di San Francisco e presenta ufficialmente alla Berkeley University la sua teoria rivoluzionaria sulla morte/linguaggio di Pasolini. Nel 1987 esce il primo libro su Pier Paolo Pasolini: "Pasolini e la morte". Nel 1989 gli viene dedicata un’importante mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Nel 1992 il Grand prix Alpe Adria di Lubiana. Nel 1995 per i tipi di Electa esce una grande monografia in due volumi dedicata alla pittura e all'opera incisoria curata da Marco Goldin. Marsilio editore gli pubblica "Hostia. Trilogia della morte di Pier Paolo Pasolini" e quattordici racconti autobiografici intitolati "Verso la laguna". Nel 1998 vince il Premio Terni per la cultura. Nel 1999 Marsilio pubblica il pamphlet "Pasolini. Un'idea di stile: uno stilo!" opera riassuntiva degli studi su Pasolini. Nel 2000 esce "Temi e treni di Pier Paolo Pasolini". Un giallo puramente intellettuale, mentre nel 2001 le edizioni del Tavolo Rosso pubblicano un libro d'arte in cinquanta esemplari "Giuseppe Zigaina per Friederike Mayrocker" con tre acqueforti per ciascuno degli autori.
La scena riprende un carro di letame condotto da un contadino colto nell'atto di spronare il cavallo con la frusta. Il tutto in un cupo paesaggio friulano degli anni cinquanta del secolo scorso.