
n. 3269
Stefano Arienti nasce ad Asola in provincia di Mantova nel 1961 ma ben presto si trasferisce a Milano dove vive e lavora. Laureatosi alla facoltà di Agraria, intraprende la carriera artistica che già aveva iniziato frequentando a Milano la Brown Boveri, una fabbrica in disuso diventata luogo d’incontro e sperimentazione libera per molti giovani artisti: l’apertura al pubblico di questi spazi nel maggio del 1985 rappresenta infatti il suo esordio nelle esposizioni. Fin dall’inizio la sua ricerca rivolge l’attenzione ai processi di analisi e manipolazione delle immagini e dei materiali ripresi dal mondo reale e quotidiano che, attraverso un processo del tutto personale e sempre nuovo, si trasformano completamente rendendo spesso irriconoscibile l’originale. Nel1986 espone presso lo studio di Corrado Levi a Milano una serie di opere dove sperimenta diversi materiali, quali semplici sacchetti di plastica tagliati come “alghe” e materiali cartacei per una serie di sculture dette “turbine”. La mostra prosegue poi alla Galleria Guido Carbone di Torino. Partecipa a diverse mostre collettive diffondendo la sua opera anche in Europa: l’artista è a Londra e in Francia nel 1989. Nel 1989 afferma il suo interesse per i libri e il materiale cartaceo in genere: realizza ed espone presso lo Studio Guenzani a Milano una serie di manifesti ottenuti con tessere per puzzle, e qui, due anni dopo, presenterà una serie di libri manipolati il cui testo è stato cancellato completamente. Nel 1995 i libri diventano addirittura enormi nell’esposizione di Brescia. Nel 1990 partecipa alla sezione “Aperto” della XLIV Biennale di Venezia ed espone in Germania. Nel 1996 vince il primo premio alla XII Quadriennale di Roma. Nel 1997 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma apre la sua grande stagione espositiva che lo vede presente nello stesso anno oltre che al Palazzo delle Esposizioni a Roma, anche a Milano, Torino e Prato. All’estero è presente due volte a Ginevra, a Kiev e Salisburgo, partecipa inoltre alla IX Triennale in India. Sono di scena le opere di grandi dimensioni, che fin dal ’95 segnavano i suoi lavori, e le opere di interazione con lo spazio urbano prima come “I murazzi dalla cima” a Torino, poi con il pubblico con “Corte di Dei” sempre ai murazzi di Torino, fino al “Tappeto” attualmente al Castello di Rivoli. Nel 1999 presenta le sue opere all’Istituto Italiano di Cultura a Los Angeles e a Londra. Partecipa alla XXIII Biennale di Arti Grafiche a Lubiana, spostando quindi il suo interesse verso il disegno. Nel 2000/2001 partecipa a “Migrazioni” al nuovo Centro per le Arti Contemporanee di Roma. Mostra personale per i bambini presso il Castello di Rivoli a Torino. E’ invitato alla Galleria Nature Morte di Nuova Delhi.
Ricordiamo anche la sua retrospettiva al MAXXI di Roma nel 2004 e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel 2005.
Stefano Arienti ha inaugurato, insieme a Cesare Pietroiusti, lo SpazioGAM del MAMbo con la mostra “Regali e regole. Prendere, dare, sbirciare nel museo” (6 aprile – 29 giugno 2008) con progetti ideati e creati per l’occasione.