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Turcato
Turcato

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Turcato
Turcato
Via Don Giovanni Minzoni, 14 – Bologna (BO)
1912/ 1995
dipinto
tela/ tecnica mista
cm
180(a) 110(la)
sec. XX (1979 – 1979)

n. 3255

Giulio Turcato (Mantova, 1912 – Roma, 1995) è stato fra i principali esponenti dell'astrattismo informale italiano.
Compie studi di carattere artistico a Venezia, frequentando il liceo artistico e la scuola di nudo, dopo periodi a Palermo e Milano, nel 1942 espone la sua prima opera (una maternità) alla Biennale di Venezia. Arriva a Roma nel 1943 dove inizia a frequentare l'ambiente creativo della capitale – incontra Renato Guttuso, Antonio Corpora e Piero Dorazio – e dove espone assieme ad Emilio Vedova e Toti Scialoja alla Galleria dello Zodiaco e alla Quadriennale.
Partecipa alla Resistenza e dopo la guerra decide di stabilirsi definitivamente a Roma, recandosi però a Parigi nel 1946 dove studiò l'arte di Kandinsky e Picasso.
Nel 1947 Firma il manifesto "Forma I", aderisce al gruppo del Fronte nuovo delle arti e partecipa con questo gruppo alla Biennale del 1948, poi a seguito dei dissapori dovuti sia al diverso stile dei componenti del "fronte" sia da una diversa concezione dei limiti dell'impegno politico richiesto alla figura dell'artista, se ne distacca per aderire nel 1952 al cosiddetto Gruppo degli otto insieme ad alcuni dei più noti esponenti dell'astrattismo informale italiano (Afro, Birolli, Corpora, Santomaso, Morlotti, Emilio Vedova, Mattia Moreni) insieme ai quali partecipa in quell'anno ad una discussa edizione della Biennale che si aggiunge alla sua partecipazione del 1950 nella quale vinse il Premio Acquisto con l'opera "Miniera".
Intanto il suo astrattismo stava ormai trovando una dimensione unica ed originale, con un percorso forse inverso a quello di Emilio Vedova, ormai proiettato verso la violenza del segno. Turcato andava "raffreddando" le sue creazioni, con colori che paiono sgorgare lentamente dalla tela, usando materiali quali la sabbia (a cui conferisce un caratteristico aspetto cangiante), ricorrendo al monocromo e all'uso della gommapiuma, con la quale confeziona gelide ed affascinanti "Superfici lunari".
L'attività espositiva e la fortuna critica di Turcato hanno pochi eguali nell'arte italiana del '900: egli è presente alla Biennale anche nel 1954, 1956, 1958 (Sala personale e vincitore del Premio Nazionale), 1966 (Sala personale), 1968, 1972 (Sala personale), 1982, 1986, 1988, 1993 e ancora nel 1995 portando a 15 le sue partecipazioni alla rassegna veneziana.
Nel 1955, nel corso di una delle numerose Quadriennali romane a cui fu invitato, la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma acquistò un suo "Reticolo" per l'inserimento nelle collezioni permanenti. In altri anni vinse anche il primo premio e il premio della Presidenza del Consiglio.
Espone con personali in tutto il mondo, includendo le rassegne documenta di Kassel e la Biennale di San Paolo e, fra i musei, al MoMa di New York, al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, alla Staatsgalerie Moderner Kunst di Monaco, al Musée de l’Athenée di Ginevra, il Philadelphia Museum of Art.

Altre opere in MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna (439)
Altre opere di Turcato Giulio (12)
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