tela/ pittura a olio
sec. XVII (1614 - 1616)
Emiliani (1967) riferì utili notizie sulla provenienza del dipinto: "a conclusione delle vicende legate alle soppressioni napoleoniche e ai trasferimenti di opere occorre ricordare che il 'San Pietro Martire' del Domenichino fu trasferito alla Pinacoteca Bolognese nel 1804 dalla Chiesa delle Monache di Brisighella, per la quale era stato commissionato al pittore da Giacomo di Paolo Spada (se ne veda menzione anche nel ms. del p. Virgilio Spada...). Il tresferimento fu compensato concedendo alla Centrale del Rubicone (Forlì) la 'Adorazione dei Pastori' di Francesco Francia, la 'Annunciazione' di Lorenzo Sabatini e 'San Carlo con il Bambino' che Ludovico Carracci aveva eseguito in tarda età per la Chiesa di San Bernardo Abate di Bologna (soppressa 1797)". Già il Malvasia riteneva il dipinto opera tarda di Ludovico ("ultime cose, ma piene di grazia e di effetti")". Bodmer (1939) proponeva come datazione gli anni 1614-1616 e rilevava che il soggetto principale della composizione è San Carlo, che risalta nella massima evidenza pittorica e corporea. La luce è concentrata sul Bambino in braccio alla madre e si diffonde sulla tela con gradazioni di valore luminoso dello spazio. Il profilo "caricato" del santo è sfiorato dalla luce, che infonde alla figura un eletto patetismo e ne fa scaturire, come osserva il Rosci (1965) "quell'inimitabile, suprema malinconia ch'è il segreto del classicismo nell'accezione bolognese".