Dettaglio della lavorazione dell' argilla (fotografia di Marcello dell'Aquila)
Dettaglio, viale Alfredo Baccarini, Faenza (fotografia di Francesco Bini)
Dettaglio di ceramiche ( fotografia di Argillà Italia)
Dettaglio di ceramiche ( fotografia di Argillà Italia)
Festival in Faenza (fotografia di Argilà Italia)
Dettaglio di ceramica (fotografia di Ente Ceramica Faenza)
Dettaglio ceramica (fotografia di Ente Ceramica Faenza)
Festival Made in Italy (fotografia di Ente Ceramica Faenza)
Dettaglio di casa Matteucci, Faenza (fotografia di Francesco Bini)
Dettaglio, Ceramiche del XIX e XX secolo, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (fotografia di Francesco Bini)
Allestimento di cercamiche (fotografia di Ante Ceramicha Faenza)
Faenza

Feanza Città Creativa per l’Artigianato e le Arti Popolari - UNESCO

Il progetto
Patrimonio UNESCO in Emilia-Romagna

Il progetto “Patrimonio UNESCO in Emilia-Romagna” nasce dalla profonda vocazione della Regione a preservare e valorizzare il proprio patrimonio culturale e naturale e la sua unicità. L’obiettivo è offrire un punto di accesso privilegiato ai temi del Patrimonio Mondiale e all’universo dei riconoscimenti UNESCO presenti sul territorio, creando strumenti di conoscenza, approfondimento e promozione. Ogni sito viene presentato all’interno del portale PatER attraverso schede che ne raccontano l’Eccezionale Valore Universale, i riconoscimenti ricevuti, gli aspetti storici, artistici, culturali e naturalistici e le relazioni con altri beni collegati nel Catalogo regionale del patrimonio.

Oltre ai siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, l’UNESCO annovera beni e tradizioni riconosciuti come Patrimonio Culturale Immateriale, inseriti nel programma “Memoria del Mondo” e nei luoghi “Messaggeri di una cultura di Pace”, a testimonianza della pluralità e ricchezza di espressioni culturali che caratterizzano l’Emilia-Romagna.

In questo quadro si inserisce la Legge nazionale n. 77 del 2006, che prevede misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, rafforzando l’impegno dello Stato e delle Regioni nella loro salvaguardia e valorizzazione. Fondamentale riferimento è la “Convenzione del Patrimonio Mondiale” del 1972, che impegna gli stati membri a proteggere i beni culturali e naturali riconosciuti come patrimonio dell’umanità, per trasmettere alle generazioni future un’eredità fragile e preziosa, la cui scomparsa provocherebbe la perdita di una testimonianza unica e universale, appartenente a tutti i popoli.

Raccontando e connettendo i propri siti UNESCO all’interno del Catalogo regionale del patrimonio culturale, la Regione favorisce la diffusione della loro conoscenza e rafforza, nella coscienza collettiva, la necessità vitale di tutelarli e valorizzarli.
Faenza (RA)


Iniziative dell'UNESCO
Città creative
Notizie
Quando nel 2025 l’UNESCO ha riconosciuto Faenza come “Città creativa per l’artigianato e le arti popolari”, la città è entrata ufficialmente nella rete delle “Creative Cities”, il programma istituito nel 2004 per favorire la cooperazione tra realtà urbane che individuano nella creatività un motore strategico per lo sviluppo sostenibile. Il titolo valorizza il ruolo centrale che per questa comunità riveste la ceramica artistica, un patrimonio che affonda le radici nella storia antica di “Faventia” e che ha reso il termine “faience” sinonimo stesso di maiolica nel mondo.
La passione per l’arte di manipolare, cuocere e dipingere le argille è ancora oggi animata da oltre sessanta botteghe artigiane, da istituzioni culturali di primo piano e da un sistema consolidato di residenze d’artista che contribuiscono a mantenere alto il nome della città tra i più importanti poli ceramici del panorama internazionale. Tra queste eccellenze locali, il Faenza Art Ceramic Center, il Museo Carlo Zauli, il Museo Internazionale delle Ceramiche e atelier storici come Luce e Raggi o Mondial Tornianti Gino Geminiani offrono spazi di sperimentazione, incontro e scambio interculturale, favorendo il dialogo fra tradizione e innovazione.

Il riconoscimento UNESCO si traduce quindi in un impegno concreto nel promuovere la sostenibilità delle pratiche artigianali, valorizzare la filiera locale dell’argilla, incentivare forme di produzione responsabili e sostenere la trasmissione dei saperi alle nuove generazioni. Affianco a questa prospettiva si inseriscono i progetti di rigenerazione urbana avviati dalla città, che mirano a restituire valore agli spazi dismessi trasformandoli in centri creativi, laboratori condivisi e luoghi di formazione aperti alla comunità.
Non a un caso, nel giugno 2024, il percorso di candidatura ha mosso i suoi primi passi dal Festival dei Calanchi, evento che celebra il profondo legame fra ceramica e territorio. Nei mesi successivi la città ha attivato un ampio processo partecipativo culminato con Argillà Italia, festival internazionale della ceramica, che ha offerto il contesto ideale per presentare una candidatura radicata nella storia e proiettata verso il futuro.

Sostenuta da istituzioni, associazioni di categoria e partner internazionali, Faenza dimostra come l’artigianato possa essere leva di sviluppo sostenibile e promotore di creatività. La città può inoltre contare su una lunga esperienza di cooperazione: nel 1999 ha promosso la nascita dell’Associazione Italiana Città della Ceramica (AiCC), oggi rete di cinquantasei centri d’eccellenza; parallelamente ha costruito relazioni con storici poli ceramici come Jingdezhen e Toki e svolge un ruolo centrale nella Strada europea della Ceramica, itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

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