Alberi monumentali
Favaletto - Via Favaletto,6
Sissa Trecasali (PR)
insieme omogeneo
Famiglia: Platanaceae
Provvedimento di tutela
Albero Monumentale d'Italia D.M. 0490928 del 18-09-2023

n. 02/M325/PR/08
n. PRM325GXXX813
Su Via Favaletto, in una piccola località omonima a ovest del capoluogo di Sissa Trecasali, proprio sulla strada, spiccano nella piattezza del paesaggio padano 2 giganteschi Platani che riproducono a pieno la propensione naturale della specie alla grandezza e alla longevità. Raggiungendo un’altezza media di 40 metri e una circonferenza del tronco di 565 centimetri caratterizzano vistosamente il paesaggio con la maestosità delle loro fitte chiome globose. Si stima che abbiano un’età che si avvicina ai 200 anni e sono probabilmente coevi alla Villa, di cui segnano l’accesso al parco da Via Favaletto. Si tratta di Villa Albertina risalente al XIX secolo, proprietà privata oggi destinata a Bed & Breakfast. Nell’areale europeo sono 2 le specie di Platanus; il P. orientalis, originario dei Balcani e dell’area orientale del bacino del Mediterraneo, spontaneo in Sicilia e nell’Italia meridionale, riconoscibile dalle foglie profondamente lobate (oltre la metà della lamina) e dalle infruttescenze a gruppi di 3-6 capolini globosi; e i P. acerifolia, o P. hybrida, che si riconosce dalla foglia incisa per meno della metà della lamina fogliare e dalle infruttescenze pendule riunite a coppia. I 2 esemplari di Sissa Trecasali appartengono alla seconda specie, quella che comunemente viene piantata lungo le strade e in ambiente urbano in virtù dell’accrescimento rapido, la maestosità del portamento e della chioma, la qualità dell’ombra e la grande resistenza all’inquinamento. Durante la prima rivoluzione industriale in Inghilterra il Platano veniva piantato anche nei pressi delle fumose fabbriche. Era una specie in voga nel periodo napoleonico; è quindi molto diffusa nei Paesi interessati dalle campagne militari napoleoniche. Il Platano ha oggi, come in passato, una grande importanza nel bacino del Mediterraneo e nelle aree limitrofe; ne è testimonianza il toponimo “Teheran” che significa “città dove crescono i platani”; ma anche in tutto l’Oriente lo troviamo nei pressi delle fonti e degli edifici di culto in virtù della sacralità che gli viene attribuita. Fin dall’antichità era considerata pianta sacra; il nome latino del genere “Platanus” deriva dal greco “Platys” che significa ampio e che fa riferimento alla spiccata ampiezza della lamina fogliare che insieme alla forma profondamente lobata evoca l’immagine del palmo aperto di una mano in atteggiamento benedicente. Una curiosità: secondo la tradizione nel tronco cavo di un Platano avrebbe trovato nascondiglio il serpente dell’Eden; per punizione il Platano, come il serpente, deve “cambiare pelle”; la sua corteccia si rinnova periodicamente provocando il distacco di squame superficiali ed evocando in tal modo l’abito del rettile.