Alberi monumentali
Via Don Stefano Raffi,30
Bedonia (PR)
albero singolo
Famiglia: Pinaceae
Provvedimento di tutela
Albero Monumentale d'Italia D.M. 0490928 del 18-09-2023

n. 01/A731/PR/08
n. PRA731SXXX805
Il Cedro dell’Atlante di Bedonia si erge isolato nel piazzale del parcheggio del Santuario della Madonna di San Marco, addossato al fianco destro dello stesso Santuario rispetto alla facciata, di fronte all’ingresso della cripta. E’ l’unico sopravvissuto di un filare di 6 Cedri che conduceva direttamente alla precedente “cappellina del pozzo” che fu abbattuta nel 1949 per fare posto alle fondazioni del nuovo Santuario. Non è stato possibile raccogliere informazioni puntuali sulla sua storia che però sicuramente si inserisce in una fase abbastanza precedente alla costruzione del Santuario, a giudicare dalle sue ragguardevoli dimensioni che in altezza non sono molto lontane da quelle dell’edificio; l’albero è infatti alto 25 metri e ha un tronco di circonferenza di quasi 5 metri. Il cedro dell’Atlante è originario della catena dell’Atlante in Nord-Africa, tra Marocco e Algeria. E’ stato introdotto in Italia nel XIX secolo e piantato di frequente nei parchi a scopo ornamentale apprezzato per la sua imponenza e maestosità. E’ un albero molto robusto e resistente; allo stato spontaneo può raggiungere altezze fino a 45 metri, mentre si ferma ai 30 se viene coltivato. Nelle piante adulte la chioma è espansa e maestosa, con portamento conico, chioma eretta e con forma tendenzialmente piramidale. Si distingue dagli altri Cedri per i rami principali a portamento ascendente, per gli aghi rigidi, corti e pungenti e di colore verde-azzurro e per la cima eretta, che però resta tale solo negli esemplari giovani, poi prende anch’essa portamento reclinato. Viene chiamato anche “Cedro argentato” in virtù delle sfumature delle foglie. Il Cedro dell’Atlante in fitoterapia ha proprietà astringenti e antisettiche, aroma legnoso e balsamico cui si riconoscono capacità di rinforzo della spiritualità. E’ simbolo di forza di adattamento e di rinascita; di un buon augurio per chi sta iniziando una nuova fase della propria esistenza. Di grande importanza il contributo di questo esemplare nel caratterizzare e valorizzare il sito in cui radica; è addossato alla parete destra del Santuario della Madonna di San Marco, importante luogo di culto cattolico con forme neobizantine , a croce greca, situato nei pressi del Seminario Vescovile di Bedonia. In origine, nel 1600, nei pressi di una fonte considerata miracolosa, venne costruita una cappella, la “cappella del pozzo”, ad opera di mercanti veneziani scampati all’assalto dei banditi grazie alla protezione della Madre della Consolazione; la cappella fu il loro ringraziamento per questo miracolo ricevuto. Sul medesimo luogo venne poi edificato un Santuario Mariano e, a metà XIX secolo, il Seminario vescovile. La struttura divenne presto inadeguata per ospitare i numerosi pellegrini; così a metà del XX secolo fu costruito il nuovo Santuario; il cantiere fu interrotto dallo scoppio della 2° Guerra mondiale ma riprese nel dopoguerra per concludersi negli anni ’60-’70. Si tratta quindi di 2 chiese sovrapposte: la cripta originaria e la basilica superiore; nella cripta ricostruita all’interno del Santuario è inglobata l’originaria “cappella del pozzo”. L’altare custodisce le reliquie di sant’Alessandro martire. Il santuario è ancora oggetto luogo di fervente devozione e meta di pellegrinaggio.