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Molino d'Andrea

Via Selva, nel tratto di collegamento con via Rio Ghiaie
Guiglia (MO)
loc. Monte Orsello

mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: non determinabile

contesto naturale: collina

stato del bene: in disuso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico
L'edificio che ospita il mulino versa oggi in stato di totale abbandono. I lavori di ristrutturazione attestati dalla presenza dei materiali da costruzione sembrano essere stati bloccati.
La struttura, compatta e con piccole forature, è costruita interamente in pietra locale con angolature in blocchi litici, ormai stata aggredita su tutti i suoi lati dalla vegetazione infestante e rampicante che impedisce una visione complessiva di tutti e quattro i suoi lati. La stessa vegetazione ha inoltre ormai nascosto e sta compromettendo la tenuta dei muri che definivano la grande botte accostata al lato sinistro dell'edificio (O). Si nota inoltre un quadro fessurativo che testimonia una grave incertezza statica con lunghe linee di distacco tra i nuclei cementizi. La facciata principale, rivolta verso S, restituisce una pianta rettangolare allungata e disposta a scaletta per rispettare l'orografia del terreno in pendenza verso E. Per questo motivo le luci non risultano allineate sulle medesime direttrici orizzontali restituendo la diversa messa in quota dei piani di calpestio interni. Rispetto a questa facciata l'accesso al vano macine avveniva da un ingresso posto nell'angolo sinistro. Al di sotto è invece ancora presente il piccolo accesso di servizio per la sala di ritrecine.

Evidenze rimaste

Dell'impianto idraulico resta, ormai aggredita dalla vegetazione infestante, la grande botte utile all'accumulo dell'acqua per il funzionamento del mulino. Si evidenzia il pessimo stato di conservazione delle grandi murature che la definiscono. L'accumulo dell'acqua piovana non ha consentito di verificare lo stato del fondo che deve comunque essere interrato dal momento che non si verifica lo scarico del liquido passando per le docce. Queste ultime, realizzate in legno, sono infatti ancora presenti all'interno della sala di ritrecine ancora ispezionabile al di sotto del vano macine grazie a un piccolo passaggio di servizio. Oltre alle docce sono conservati i due alberi con alcuni dei loro catini inseriti negli incassi. Al di sotto vi sono le banchine collegate ai meccanismi a vite che consentivano la regolazione del grado di macinazione. Due canali sotterranei conducevano le acque utilizzate per il funzionamento del mulino al di sotto della struttura per essere convogliate in direzione del fiume dal quale erano state prelevate. Un canale di bypass era invece situato sul retro della struttura e fungeva da scarico del troppo pieno.

Dell'impianto molitorio sono ancora visibili le due macine ospitate all'interno di una struttura lignea che, incassandosi nelle murature, definiva le due intelaiature e il passaggio intermedio che consentiva il raggiungimento delle tramogge. Le macine erano anticipate dai relativi cassoni per la raccolta del maccinato posti al di sopra di uno zoccolo in laterizio. All'interno di questi zoccoli erano incassati i meccanismi a vite utili alla manovra delle banchine sottostanti. Di notevole interesse sono i due architravi lignei che marcavano le intelaiature e il passaggio centrale con degli archi.

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