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Mulino Lugo

Via Lugo, 21 (sull'edificio è indicato n.11)
Baiso (RE)
loc. S. Cassiano

mulino ad acqua a ruota orizzontale



contesto naturale: pianura

stato del bene: in disuso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico
L'edificio che ospita i meccanismi molitori, ora dismessi, e l’abitazione ai piani superiori, nel suo complesso, è di proporzioni massicce e articolato su una pianta rettangolare disposta per una parte (SO) al di sopra del canale di carico che prelevava le acque del fiume Secchia. La struttura, realizzata interamente in pietra locale con inserti e angolature in laterizio (cornici delle finestre), versa in stato di abbandono e di degrado al punto che tre dei suoi lati sono stati completamente invasi da vegetazione infestante e rampicante che sta pian piano compromettendone alcune parti. La facciata principale si presenta con una disposizione omogenea delle aperture che restituiscono una coerente organizzazione degli spazi interni. L'ingresso principale con cornice in pietra affaccia verso la strada e su quello che resta dell'originario passaggio con manto definito da ciottoli in pietra di grandi dimensioni.
Sulla destra dell'apertura principale si osserva un secondo varco che immetteva direttamente al vano macine mentre, una piccola apertura quadrangolare posta a livello del terreno permetteva di scendere nella sala di ritrecine per la verifica e la manutenzione degli impianti idraulici. La disposizione ordinata delle luci si riscontra, per quanto ancora osservabile, anche sul lato retrostante dove, tuttavia, il posizionamento di quelle centrali, disallineate rispetto alle altre, testimonia verosimilmente la presenza di una scala interna posta a collegamento dei tre livelli.
Sia il lato destro che quello sinistro risultano di difficile lettura a causa della presenza delle piante infestanti sopracitate. È tuttavia possibile ammettere una disposizione non regolare delle luci che restituiscono vaste porzioni di muratura cieche.

Evidenze rimaste

Dell'impianto idraulico si riesce ancora a seguire il lungo canale di carico che prelevava le acque dal fiume Secchia. Tale canale giungeva a contatto con la parete destra del mulino, ove erano presenti i tre imbuti che conducevano l'acqua alle docce aperte sulla sala di ritrecine. Una chiusa posta sulla riva destra del canale consentiva, attraverso l'apertura e la chiusura di una paratia, il bypass dell'impianto durante l'inattività del mulino. Un piccolo accesso quadrangolare posto a livello del piano strada e dotato di scalette in pietra consente ancora oggi l'accesso alla sala di ritrecine. La sua ispezione ha consentito di verificare la presenza di alcune parti dell'impianto idraulico. Si possono ancora osservare due dei tre alberi dotati ancora dei catini, delle docce in legno e di parti della banchina attraverso la quale si poteva variare, grazie al meccanismo a vite ancora conservato, il grado macinazione. Della terza ritrecine rimane invece soltanto il sostegno in ferro dell'albero. La sala aveva il pavimento in pendenza verso NE così da convogliare le acque verso il canale di scarico coperto con volta a botte e marcato da un arco con conci in pietra a sesto ribassato. Da qui venivano scaricate, passando al di sotto dell'edificio, nel canale (ancora visibile) che le riconduceva al fiume Secchia.

L'edificio, abbandonato, non risulta accessibile, a parte la sala di ritrecine descritta. La presenza degli alberi, evidentemente ancora incassati all'interno delle macine, permette di ipotizzare la presenza dell'impianto molitorio o almeno di alcune parti di esso.

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