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Mulino di Ligonchio

SP59
Ventasso (RE)


mulino ad acqua a ruota orizzontale

secolo: XIX

contesto naturale: montagna

stato del bene: in uso
proprietà privata
accesso: non aperto al pubblico
La struttura è costruita a strapiombo verso il fiume e si articola in due volumi di diversa altezza e composizione. Quello di minori proporzioni è un'aggiunta di epoca recente, come è possibile appurare dalla visione delle foto d'epoca. La struttura originaria, quella di maggiori dimensioni, sfrutta la morfologia del terreno aprendosi verso il punto di quota più elevato con un solo piano. Qui vi sono l'accesso principale al mulino e due finestre di piccole dimensioni. La parete destra (S) risulta cieca, mentre la facciata posteriore (E) presenta, a livello più elevato, le medesime aperture realizzate in facciata e finestre di diverse dimensioni al livello intermedio. Al pian terreno del volume principale si notano due aperture sormontate da archi di scarico a tutto sesto che risultano oggi chiuse, ma che erano invece aperte durante la fase di utilizzo del mulino (v. foto d'epoca). Esse davano verosimilmente accesso alle sale di ritrecine. Poichè la struttura non è visitale, non è stato possibile accedere all'interno della struttura ma, sempre dalle foto d'epoca è possibile osservare che nel tratto dove oggi sorge il volume aggiunto all'edificio principale, si trovava una canalizzazione che conduceva le acque impiegate nel primo mulino verso l'edificio-torre posto alla sua destra (N). Quest'ultimo risulta ancora in buono stato di conservazione presentando le pareti laterali cieche, mentre la facciata rivolta verso il torrente ha unicamente tre piccole aperture e il grande varco, dal quale veniva scaricata l'acqua verso il corso d'acqua posto subito al di sotto (v. foto d'epoca).
Di una certa rilevanza è il ponte che collegava l'area del mulino con la sponda destra del torrente Ozola.

Evidenze rimaste

Dell'impianto idraulico restano le grandi aperture per lo scarico dell'acqua verso il torrente Ozola. Con la trasformazione in abitazione sono invece stati dismessi i meccanismi idraulici che consentivano il funzionamento del mulino. Alcuni di essi, come i lubecchi, sono sparsi entro i limiti della proprietà o appoggiati all'edificio stesso.
La medesima situazione si è riscontrata per i meccanismi molitori. Resta infatti visibile, appoggiata al mulino, una delle macine di sopra con il relativo cerchio in ferro. Un'altra, ancora con tracce dei canaletti, è invece adagiata sul terreno e reimpiegata come fioriera.

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